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Second star to the right -

16 luglio 2009

Google Maps con favorite places

Google ha raccolto i favorite places (luoghi preferiti) di alcuni personaggi famosi. Fra i tanti ci sono Al Gore, ex Vice Presidente degli USA e oggi paladino dell'ambiente, o Tony Hawk, il più grande skater vivente. L'idea è semplice: far conoscere al grande pubblico i luoghi favoriti di personalità importanti ( o VIP secondo la definizione di qualcuno). È un modo per pubblicizzare le Google Maps certo, ma anche per permettere di esplorare "places" particolari, sconosciuti o a rischio.

Sui favorite places di Al Gore ci sono alcune località minacciate dal riscaldamento globale e dall'inquinamento. Ad esempio, c'è un'isola delle Maldive che, come si legge nella descrizione, i nostri nipoti potrebbero non vedere mai a causa dell'innalzamento del livello degli oceani.

Favorite Places è disponibile a questo link. Di seguito l'ormai immancabile video creato da Google per presentare la sua nuova idea.





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15 luglio 2009

Ieri, 14 Luglio 2009, lo sciopero dei blog italiani

Ieri per la prima volta i blogger italiani hanno scioperato contro il disegno di legge Alfano, che vorrebbe istituire anche per i blog l' obbligo di rettifica. Di fatto i blog verrebbero così equiparati ad una testata giornalistica. L' effetto potrebbe essere molto pesante. Le sanzioni previste sono alte, anche per i blog amatoriali. Secondo molti il risultato sarebbe quello di imbavagliare i blog. L' argomento è trattato in modo molto approfondito sul blog di Guido Scorza.

Ieri bastava girare in rete per trovare molte adesioni all'inziativa lanciata da http://dirittoallarete.ning.com/

Diritto alla rete

È ancora presto per dire se lo sciopero ha realmente "funzionato". Non tutti hanno condiviso lo spirito dell'iniziativa. Ad esempio Luca Bagatin di Notiziamagazine.info o Alberto Fattori di Affariitaliani.it, secondo cui questo sciopero non ha avuto un senso pratico. In parte credo che le loro analisi siano corrette e vi invito a leggere i loro articoli,  molto interessanti per gli spunti che propongono.  Ha ragione Fattori, a considerare questa protesta di tipo "corporativo"?

Di una cosa sono certo. Il ruolo dei blogger in Italia sta crescendo, ma questo basta per equipararli alla stampa tradizionale? Forse questo tipo di diffusione di informazioni e pensieri sta cominciando a infastidire perchè libero e non strutturato, a volte anonimo. Credo che sia importante continuare a parlarne. Credo anche che si dovrebbe dare il giusto peso alle cose: un blog è un blog, una testata giornalistica è un'altra cosa. I giornalisti infatti hanno un ordine professionale, sono strutturati e organizzati. I blogger no.



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14 luglio 2009

Diritto alla rete - 14 luglio 2009 - Sciopero dei blogger

Oggi è una giornata di rumoroso silenzio.

Diritto alla rete


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08 luglio 2009

Google lancia un nuovo sistema operativo: Google Chrome OS

La notizia è ufficiale e ha del sensazionale. Google ha annunciato la nascita di un nuovo sistema operativo: Google Chrome OS. L'obiettivo iniziale è il settore dei cosiddetti netbook, i minipc dedicati alla navigazione su internet e al nomadismo. In futuro Chrome OS dovrebbe arrivare anche sui notebook e sui pc desktop.

Chrome OS sarà leggero, veloce e open source. Le parole chiave su cui punta Google sono velocità, semplicità e sicurezza. Chrome OS si avvierà in pochi secondi. L'interfaccia sarà minimale, pensata per utenti che utilizzano prevalentemente applicazioni basate su internet. Entro la fine del 2009, Google renderà disponibile il codice del nuovo OS. I primi prodotti commerciali dovrebbero arrivare nella seconda metà del 2010.

Google sottolinea come Chrome OS e Android siano due progetti separati, destinati a piattaforme hardware diverse. In particolare, Chrome OS è un sistema operativo pensato per chi passa la maggior parte del proprio tempo su internet. Android invece è dedicato agli smartphones.

Il guanto della sfida è lanciato. La sfida a Microsoft è annunciata. Prima Chrome, il browser web,  poi Android, il sistema operativo open source per smartphones, oggi Chrome OS, il sistema operativo open source per netbook, notebook e desktop. Insomma, la proposta software di Google si fa sempre più pesante e a 360 gradi.

Un passo del post mi ha colpito particolarmente: "We hear a lot from our users and their message is clear — computers need to get better. People want to get to their email instantly, without wasting time waiting for their computers to boot and browsers to start up. They want their computers to always run as fast as when they first bought them. They want their data to be accessible to them wherever they are and not have to worry about losing their computer or forgetting to back up files. Even more importantly, they don't want to spend hours configuring their computers to work with every new piece of hardware, or have to worry about constant software updates. And any time our users have a better computing experience, Google benefits as well by having happier users who are more likely to spend time on the Internet. Ascoltiamo i nostri utenti e il loro messaggio è chiaro - i computer devono migliorare. La gente vuole poter leggere la sua e-mail all'istante, senza inutili perdite di tempo nell'attesa dell'avvio del proprio computer e del browser.  Gli utenti vogliono che i loro computer corrano sempre veloci come quando  li hanno acquistati. Vogliono che i loro dati siano accessibili ovunque essi si trovino, senza doversi preoccupare di perdere i loro computer o di eseguire il backup dei file. Ancora più importante, non vogliono spendere  ore a configurare il proprio computer per installare ogni nuovo componente hardware, e neppure vogliono preoccuparsi di costanti aggiornamenti software. Ogni volta che i nostri utenti hanno una migliore esperienza con il loro computer anche Google ne beneficia perchè utenti più felici hanno maggiori probabilità di passare del tempo su Internet"). In parole povere, Google tenta di rispondere alle esigenze degli utenti, che chiedono velocità e semplicità d'uso. Cosa che spesso non succede con il sistema operativo installato sulla stragrande maggioranza dei pc. L'idea di base è sempre la stessa: rendere l'esperienza su internet sempre più piacevole rende più felici gli utenti e Google stessa, perchè gli utenti passano più tempo su internet ad utilizzare i suoi servizi.

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03 luglio 2009

Facebook, privacy semplificata

Facebook è un argomento di discussione onnipresente, specialmente nell'ultimo anno. Dalla politica all'economia, passando per gli affari internazionali, vedi il caso iraniano. La sua crescita è a doppia cifra e al momento sembra quasi inarrestabile.

Spesso il sito di social networking è salito alla ribalta per la questione privacy. Il problema è la condivisione delle informazioni e dei dati "personali" messi in rete dagli utenti. In parole povere, "chi può vedere cosa?". La questione sembra banale, ma non lo è. Proprio per la struttura del portale, può essere difficile controllare che tipo di informazioni personali vengono immesse. Il caso tipico è quello delle fotografie potenzialmente imbarazzanti caricate online da amici o conoscenti.

La risposta di Facebook è una semplificazione della gestione della privacy, come afferma Chris Kelly nel blog aziendale. Il punto di partenza è che Facebook si basa sul "potere di condividere", the power to share. La privacy e la possibilità di gestire cosa far vedere a chi è alla base della fiducia degli utenti. Preservarla è quindi vitale. Control, Simplicity, Connection sono le nuove linee guida. Aumenta la possibilità di personalizzare l'audience di chi accede ai contenuti messi in rete, dall'utente singolo a "everyone", per esempio. La novità è che la decisione di come condividere un proprio contenuto potrà essere fatta di volta in volta, post per post, foto per foto. Le semplificazioni alla privacy sono ancora in fase di test, ma saranno aperte a tutti gli utenti gradualmente.

In molti vedono in questa mossa una risposta alla crescente popolarità di Twitter. Il nuovo Facebook, proprio grazie all'opzione everyone, potrebbe avvicinarsi al rivale. Il condizionale è ancora d'obbligo perché Facebook è ancora un sistema chiuso e non accessibile a chi non è registrato. Al contrario Twitter è visibile anche ai non iscritti. La cosa interessante è anche Twitter sta cambiando. Ora è possibile vedere le persone in modo ampio o sintetico nelle pagine dei followers e dei following, come riporta De Biase di Nova100.







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19 giugno 2009

Twitter, Google, Facebook e la crisi iraniana

In seguito alle recenti e turbolente elezioni, l'attenzione per le notizie riguardanti l'Iran è cresciuta. Il web sta svolgendo un ruolo di primo piano nella divulgazione delle informazioni. Facebook e Twitter sono stati tra i mezzi di comunicazione più utilizzati dagli iraniani  per scambiarsi opinioni, per organizzare  proteste.

Twitter ha rimandato alcuni lavori di aggiornamento per non lasciare la popolazione iraniana senza servizio, come riportato nel blog ufficiale. A tal proposito ci sono stati addirittura dei contatti ufficiali fra lo U.S. State Department (il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti) e Twitter. Ecco un servizio della Fox News che tratta, in inglese, dell'importanza di Twitter nella situazione iraniana oggi.

Da poco sia Google che Facebook hanno fatto la loro mossa, rendendo disponibili alcuni servizi in persiano. È una conferma dell'importanza dell'informazione  web 2.0, dove anche gli utenti creano i contenuti e li diffondono.

Google ha aggiunto al suo servizio di traduzioni online il persiano. Il tutto è ancora in fase sperimentale, ma funzionante (qui il link). Se il traduttore dovesse andare incontro a malfunzionamenti, Google farà il possibile per rimetterlo in funzione il prima possibile ("We'll keep a close watch and if it breaks, we'll restore service as quickly as we can."). L'annuncio di Google sottolinea l'importanza di questo servizio. Ora è possibile tradurre dal persiano a molte altre lingue, e viceversa, interi siti web, news, blog, aumentando l'accesso di ognuno all'informazione ("...increasing everyone's access to information.").

Facebook ha rilasciato una versione beta del suo portale in persiano in modo da facilitare l'accesso ,e il conseguente scambio di informazioni, fra gli utilizzatori iraniani. Anche in questo caso l'annuncio è stato dato dal  blog della società.
CATEGORIE: dal mondo, prima pagina

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17 giugno 2009

Hunch, il motore di ricerca che aiuta a scegliere

Scegliere è difficile. Banale ma vero. Hunch è un nuovo motore di ricerca che aiuta a scegliere, praticamente in ogni campo.

Hunch funziona in base alla teoria che la scelta collettiva è spesso la migliore. Come si legge su How Hunch works: Researchers have documented how decisions made by diverse and independent groups of people are often superior to those made by individuals - even experts. The reason is that knowledge is often spread among many people. The challenge is to identify it, collect it, and effectively use it. (I ricercatori hanno documentato come le decisioni prese da gruppi di persone diversi e indipendenti siano spesso migliori di quelle effettuate da individui - anche dagli esperti. Il motivo è che la conoscenza è spesso disseminata tra molte persone. La sfida è quella di identificarla, raccoglierla, e utilizzarla in modo efficace.). Il motore di Hunch è un algoritmo elaborato da alcuni ricercatori del MIT. L'algoritmo si interroga costantemente su cosa potrebbe chiedere all'utilizzatore per condurlo al risultato migliore per effettuare la propria scelta.

Ogni "utente" deve rispondere ad una serie di domande, per permettere ad Hunch di imparare qualcosa su di lui e sui suoi gusti. In più Hunch impara dalle risposte di tutti coloro che lo utilizzano. In parole povere, Hunch guida verso la scelta tramite una serie di domande specifiche. Come afferma uno dei reponsabili del progetto, Caterina Fake, il web oggi è pronto per un motore di ricerca che si basa sulla collective knowledge e che diventa più intelligente man mano che accumula dati. Sarà interessante vedere come Hunch si evolverà nel tempo. Secondo la Fake serviranno cinque anni  afinchè il progetto raggiunga la maturità.

L'esperimento è interessante. Ho provato a chiedere quale film d'azione avrei potuto vedere. Hunch mi ha consigliato The Longest Day e Ben Hur... Proverò a porre la stessa domanda fra qualche tempo per vedere se la risposta sarà diversa grazie ad una collective knowledge più ampia. Chiedendo quale navigatore GPS per automobile avrei potuto comprare, Hunch ha "azzeccato" i miei gusti alla perfezione. Al primo posto ha messo proprio il navigatore che ho comprato. Non male..
CATEGORIE: prima pagina

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15 giugno 2009

Portachiavi GPS per parcheggiatori distratti

Per i parcheggiatori distratti o per i turisti che si dimenticano dove hanno lasciato la loro auto in una città di passaggio è arrivato Ecco GPS Keychain, un portachiavi con GPS incorporato.
Il funzionamento, illustrato dalla figura (tratta da Firebox), è semplice. Si memorizza la propria posizione, ci si perde, si seguono le istruzioni per ritornare al punto precedentemente memorizzato.


GPS portachiavi

Avrà successo?? Vedremo..
(Fonte: Pocket Lint)

A parte le facili ironie, il problema del non ricordarsi dove si è parcheggiata la propria automobile deve essere piuttosto sentito... Già dall'anno scorso i possessori di iPhone hanno a disposizione l'applicazione G-Park. La funzione è la stessa.

CATEGORIE: tecnologia

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09 giugno 2009

La censura potrebbe essere "pre-installata" sui computer cinesi

La Cina potrebbe imporre ai produttori di computer di pre-installare un software per bloccare la navigazione su alcuni siti considerati dannosi: l'obiettivo primario sarebbe la lotta alla pornografia. Il condizionale è d'obbligo in questo caso perchè il Governo cinese non ha ancora annunciato la notizia in modo ufficiale al grande pubblico, ma solo ai produttori di pc. La fonte è  il The Wall Street Journal.

Il quotidiano statunitense sottolinea due punti importanti.

Il primo è che il software potrebbe essere preinstallato, oppure no. Secondo il Wall Street Journal, il documento visionato afferma che tutti i pc venduti in Cina dal primo luglio dovrebbero aver questo software o pre-installato o fornito su un CD.  Il "consumatore" potrebbe quindi avere un margine di manovra. Ma servono maggiori informazioni ufficiali per capire realmente come sarà distribuito questo software.

Il secondo punto riguarda le conseguenze che questo software per la censura potrebbe avere. Ufficialmente il software è nato per combattere la pornografia e rendere "sicura" la navigazione dei cittadini cinesi, in particolare dei giovani. Per questo motivo il software è stato chiamato Green Dam-Youth Escort, dove la parola Green-Verde è usata per descrivere una navigazione priva di contenuti illeciti. L'articolo sottolinea che questo software potrebbe essere usato per censurare molte tipologie di siti web e non solo quelli pornografici. Il Governo cinese potrebbe ottenere un controllo senza precedenti sull'accesso ad internet da parte dei propri cittadini. Il software infatti blocca l'accesso ai siti contenuti nel suo database, che può essere modificato da chi gestisce il tutto, ovvero dal Governo cinese  stesso. Anche in questo caso il condizionale è d'obbligo, servono maggiori informazioni ufficiali. Ma visti i precedenti, il dubbio è più che lecito.

Il punto è: come reagiranno le industrie occidentali produttrici di pc? Sarà interessante vedere come si evolverà la questione nelle prossime settimane.



Update delle 14 e 15
È arrivata la risposta del Governo cinese, come riporta la BBC. Secondo quanto affermato dal portavoce  del Ministero degli Esteri, tutti i pc, anche quelli importati, avranno il software pre-installato dal primo luglio. La Cina afferma che lo scopo è creare un internet sicuro, che non "avveleni" le giovani menti. L'articolo della BBC sottolinea però che il Governo cinese oscura spesso fonti di informazioni ritenute "sensibili". Per fare un esempio, lo stesso sito della BBC in cinese e la sua pagina YouTube non sono accessibili da Pechino.. 

CATEGORIE: diritti, prima pagina

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28 maggio 2009

Tra Fra Piemonte e Lombardia un nuovo elettrodotto a basso impatto ambientale

Regione Piemonte e Terna hanno firmato un accordo per la realizzazione di un nuovo elettrodotto a basso impatto ambientale tra Trino (VC) e Lacchiarella (MI). L'opera si inserisce nel quadro di razionalizzazione della rete elettrica italiana portata avanti da Terna. L'obiettivo è quello di garantire una migliore affidabilità della rete abbinata ad una maggiore efficienza: il tutto si traduce anche in un maggior risparmio energetico.

La Regione Piemonte sottolinea l'impatto positivo dell'opera:
  1. il nuovo elettrodotto sarà lungo 94Km, ma permetterà di abbattere circa 215Km di vecchie linee;
  2. saranno ridotte le perdite di rete per 215 milioni di kWh/anno, con un risparmio per i cittadini di 21 milioni di euro annui e si ridurranno le emissioni di CO2 per 150.000 tonnellate/anno;
  3. l'impatto visivo dell'opera sarà minimizzato grazie a utilizzo di sostegni a basso impatto (monosteli) e cromatismi compatibili con il paesaggio;
  4. verranno ridotti gli impatti con la fauna locale tramite l’utilizzo, dove necessario, di dissuasori visivi e sonori per l’avifauna.
Come si legge dalla nota stampa di Terna, Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte, sottolinea che: “Per i cittadini il beneficio sarà duplice: l’intervento previsto produrrà infatti da una parte risparmi significativi sui consumi, dall’altra benefici per la salute, grazie alla riduzione delle emissioni di
CO2. Sviluppare l’efficienza energetica, sfruttando al meglio anche fonti tradizionali come in questo caso, è una delle sfide più importanti che la Regione sta portando avanti da alcuni anni con progetti e investimenti in tutto il Piemonte. Il nostro territorio è una risorsa importante anche dal punto di vista economico ed è nostro compito valorizzare il più possibile l’ambiente, a partire da un corretto utilizzo delle risorse energetiche, producendo così ricadute positive sul Pil."


Gli elettrodotti sono opere che hanno un forte impatto sul territorio. In questo caso però si è fatto il possibile per minimizzare l'impatto dell'infrastruttura. Per questo la notizia mi ha colpito.. Se un solo elettrodotto può evitare l'immissione in atmosfera di 150.000 tonnellate/anno di CO2, quanto potremmo risparmiare se tutta la rete di trasmissione e di produzione dell'energia avesse lo stesso livello di efficienza? E come sottolineano sia Terna che Regione Piemonte, al risparmio di CO2 si accompagna un risparmio economico: meno dispersione di energia = meno produzione di energia = minor uso di combustibili fossili con cui produrre quell'energia.
CATEGORIE: ecologia

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21 maggio 2009

GPS al collasso nel 2010?

La notizia di un possibile "collasso" del Global Positioning System (GPS) a partire dal 2010 circola da ieri.

L'allarme è stato lanciato da un report del GAO - Government Accountability Office. Il GAO è conosciuto negli Stati Uniti come il "braccio investigativo del Congresso" o "il cane da guardia del Congresso". Il suo ruolo è quello di fornire al Congresso statunitense informazioni il più possibile oggettive per poter poter esercitare il proprio compito istituzionale.
Il GPS è nato come infrastruttura militare ma nel corso degli anni è diventato fondamentale per una serie di applicazioni civili. Il GPS, conosciuto dai più per la semplice navigazione satellitare, è un sistema che fornisce 3 servizi: Positioning, Navigation e Timing (PNT). Per questo l'ufficio che si occupa della gestione del GPS si chiama National Executive Committee for Space-Based Positioning, Navigation, and Timing. Il GPS oggi è un pò ovunque: dall'agricoltura alle telecomunicazioni, dalla navigazione alla sincronizzazione di sistemi di sicurezza. Il GPS è diventato un sistema dual-use, ovvero sia civile sia militare. Molti considerano il GPS come la prima infrastruttura realmente globale.

Secondo lo studio, il Global Positioning System potrebbe cominciare a perdere efficienza e precisione a partire dal 2010, in seguito al mancato rinnovamento della costellazione. Un malfunzionamento e/o una perdita significativa di efficienza potrebbero creare dei seri problemi alle applicazioni civili e militari che utilizzano i servizi PNT forniti dal GPS. Come si legge nel report del GAO: "It is uncertain whether the Air Force will be able to acquire new satellites in time to maintain current GPS service without interruption. If not, some military operations and some civilian users could be adversely affected. - Non è chiaro se l'Air Force sarà in grado di acquisire nuovi satelliti in tempo utile per mantenere l'attuale servizio GPS senza interruzioni. In caso contrario, alcune operazioni militari e civili alcuni utenti potrebbero essere negativamente colpite." Il GAO accusa l'Air Force di non essere stata in grado di gestire in modo efficiente le commesse per la realizzazione dei nuovi satelliti GPS. Dal 2010 alcuni satelliti potrebbero guastarsi compromettendo il livello di efficienza odierna. Il condizionale è d'obbligo. Nella storia recente del GPS infatti, i satelliti hanno dimostrato un periodo di vita mediamente più lungo di quello previsto dalle stime iniziali.

All'inizio del post, ho messo la parola collasso fra virgolette perchè, anche nella peggiore delle ipotesi, il sistema non collasserà nel 2010. Il GPS potrebbe perdere l'efficienza che lo caratterizza oggi, ma non credo che l'allarmismo letto in tante news sia giustificato.
La notizia mi ha colpito perchè mette in luce l'importanza di questa tecnologia e la sua relativa fragilità.  A parte le applicazioni militari, i servizi PNT di cui ho parlato prima sono fondamentali per le economie avanzate. I servizi sono globali nella loro diffusione. Il problema è quindi evidente: oggi il GPS è l'unico Global Navigation Satellite System (Sistema Globale di Navigazione Satellitare o GNSS) che può fornire questi servizi PNT. Per questo motivo tutti i "grandi" del mondo stanno costruendo un loro sistema. L'Europa sta realizzando Galileo, la Cina il suo Compass. La Russia sta ristrutturando il GLONASS, nato come antagonista del GPS durante la guerra fredda e caduto in rovina negli anni novanta. Addirittura Giappone e India stanno costruendo dei sistemi "regionali", con un limitato numero di satelliti che copriranno solo il loro territorio.

Un'ultima precisazione. Questa notizia rafforzerà nell'opinione pubblica e fra i politici la convinzione, a mio avviso corretta, di dotare l'Europa di un proprio sistema indipendente di navigazione satellitare. Galileo però si differenzierà dai cugini cinese e russo perchè sarà interoperabile e compatibile con il GPS. Quindi, più che di concorrenza credo che sarebbe giusto parlare di "ristabilimento di un rapporto di equilibrio" che oggi, di fatto, non esiste. Anzi, di fatto credo che l'equilibrio fra Stati Uniti e Unione europea in questo particolare settore tecnologico non sarà realmente ristabilito fino alla reale attivazione  di Galileo.
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19 maggio 2009

Google Street View, un triciclo per fotografare le strade irraggungibili

Street View, nato nel 2007 e da pochi mesi in Italia, permette di muoversi su  e giù per le strade coperte  dal servizio grazie a fotografie panoramiche. Il tutto è collegato alle Google Maps. All'inizio erano presenti solo alcune grandi metropoli statunitensi. A partire dall'estate 2008 sono state aggiunte molte città europee e del resto del mondo.



Finora le immagini panoramiche sono state scattate dalle cosiddette Google Cars (nel link una foto tratta da Wikipedia), automobili con sensori GPS per determinare la posizione esatta e fotocamere panoramiche montate sul tetto per scattare fotografie a 360 gradi dell'ambiente circostante.

Le Google Cars hanno un grande limite, non possono accedere alle zone dove la circolazione veicolare è vietata o impossibile. Inutile dire che gran parte dei centri storici delle città italiane ricade in queste categorie. Google ha così annunciato la nascita di quello che sul web viene già chiamato Google Triciclo. Il mezzo è attrezzato come una Google Car dal punto di vista tecnologico, ma a "propulsione umana". Dalla nota stampa ufficiale:

Molte persone in tutta Italia ci hanno chiesto di includere in Street View più immagini dei nostri tesori turistici e artistici. Molte delle meraviglie che fanno dell’Italia una meta amata in tutto il mondo, però, sono difficilmente raggiungibili con le Google car. Allora ci siamo messi a pensare, spremendoci le meningi per mesi e mesi e coinvolgendo le nostre migliori menti e alla fine abbiamo inventato l’ennesima, sofisticatissima tecnologia: il triciclo Stret View! Guidato da un giovanotto riconoscibile per la t-shirt Google, ma soprattutto perché grondante sudore, il triciclo Street View si aggirerà a partire da oggi per alcuni dei vicoli più inaccessibili delle città d'Italia, debuttando per le strade di Genova. Il triciclo è tecnicamente identico alla Google car ed è attrezzato per la raccolta di immagini a livello della strada, solo che può molto più agevolmente percorrere anche le stradine più anguste. Come sempre, le immagini raccolte dal triciclo saranno elaborate e montate per poterle vedere su Street View alcuni mesi dopo le riprese.

Il triciclo di Google, o Google Trike, sarà utilizzato in un primo momento in Italia e Gran Bretagna, come segnala il Daily Mail, riportando anche alcune fotografie del nuovo veicolo.

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18 maggio 2009

Come monitorare i voti degli europarlamentari: VoteWatch.eu

VoteWatch.eu è un nuovo sito dedicato al monitoraggio delle votazioni del Parlamento europeo.
Il Parlamento europeo è al momento l'unica istituzione europea eletta democraticamente dai cittadini. È un'istituzione importante, i suoi poteri si sono rafforzati negli anni e hanno un peso reale nella nostra vita di tutti i giorni.

VoteWatch è un sito indipendente dall'Unione europea che utilizza i dati ufficiali sulle votazioni del Parlamento con l'intento di presentarli ai cittadini in modo chiaro e facilmente comprensibile. È possibile visualizzare statistiche e monitorare l'attività di ogni europarlamentare o dei gruppi politici.

"VoteWatch.eu is an independent monitoring website of EU politics. It provides detailed information about parliamentarians' voting records and formal political activities – from committee work to parliamentary reports – and includes easy-to-access information on the political coalitions that are formed around policy issues. VoteWatch.eu makes it possible for citizens, the media and other stakeholders to track the performance of Members of the European Parliament (MEP) and the groups they form. The website is updated on a continuous basis and as soon as votes are taken in the European Parliament's plenary."
( Traduzione - VoteWatch.eu è un sito indipendente di monitoraggio delle politiche dell'UE. Il sito fornisce informazioni dettagliate sulle votazioni dei parlamentari e sulla loro attività politica - dai lavori dei commitati ai rapporti parlamentari - e include informazioni facilmente consultabili sulle coalizioni politiche che si sono formate intorno a questioni di politica. VoteWatch.eu rende possibile per i cittadini, i media e gli altri soggetti interessati il monitoraggio del rendimento dei membri del Parlamento europeo e dei gruppi di cui fanno parte. Il sito è aggiornato in modo continuo e non appena sono espressi i voti del Parlamento europeo riunito in seduta plenaria.)

A mio avviso, una buona idea.




CATEGORIE: dal mondo

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05 maggio 2009

e Google taglia i suoi prati con le capre

Google ha annunciato nel suo blog una nuova iniziativa ecologista.

I prati del quartier generale di Mountain View saranno tagliati da un piccolo gregge di 200 capre, guidate da un border collie. L'operazione costerà più o meno quanto una falciatura dell'erba tradizionale.
I vantaggi però sono indiscutibili.. Le capre emettono meno anidride carbonica, fertilizzano, e sono molto più "carine"delle falciatrici! (..."and goats are a lot cuter to watch than lawn mowers").
Come unire l'utile al dilettevole.

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30 aprile 2009

Nasce l'Intergruppo parlamentare 2.0 (e viene abrogato l'emendamento D'Alia)

È nato l'Intergruppo Parlamentare 2.0!


La notizia mi ha colto di sorpresa, lo devo ammettere.. Guardando il video di presentazione dell'Intergruppo si evince che la necessità di affrontare l'argomento "web 2.0" coinvolge praticamente tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Le intenzioni sono ottime. Dalle parole degli intervistati emerge molto "buon senso", condito con sano pragmatismo. Sia da parte della maggioranza che dell'opposizione. Il nuovo Intergruppo ha un suo blog, in cui vengono presentate le sue azioni e  la sua storia. La nascita di questo Intergruppo è un segnale importante. È riconosciuto il nuovo ruolo del web 2.0, ma soprattutto emerge la necessità di parlare di questi temi  "2.0" con una preparazione adeguata alle spalle.

Una delle prime azioni intraprese da uno dei membri dell'Intergruppo Parlamentare 2.0 è stata l'abrogazione dell'ormai famoso art 60 del c.d. ddl sicurezza. L'art. era stato proposto dal Senatore D'Alia ed era stato contestato dal popolo della rete in quanto avrebbe probabilmente portato ad una sorta di censura di internet. Ho riassunto per sommi capi, ma tutta la vicenda dell'emendamento D'Alia è stata pazientemente seguita e spiegata da Guido Scorza sul suo blog.  Il lavoro per l'abrogazione è stato guidato dagli Onorevoli Roberto Cassinelli (PDL, membro dell’Intergruppo 2.0 e con un proprio blog in cui racconta anche di questa vicenda) e Barbara Mannucci (PDL). Il testo dell'emendamento che abroga l'art 60 è disarmante nella sua semplicità: "Sopprimerlo". Una sola parola.

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La febbre suina sulle Google Maps, Google Trends e Twitter

La febbre suina sta monopolizzando il mondo dell' informazione, specialmente su internet. Le notizie si susseguono a ritmo incessante. C'è una grande "ma", almeno dal mio punto di vista: il controllo delle fonti da cui si attingono le informazioni.

Proprio per evitare una cattiva informazione credo che sia importante sottolineare lo sforzo dello statunitense CDC (Centers for Disease Control and Prevention). L'Istituto ha creato una pagina internet "tradizionale" con tutte le informazioni disponibili e in più ha anche adottato Twitter, dove pubblica le ultime notizie.

La diffusione del virus può essere seguita anche sulle Google Maps. Anche in questo caso credo che nella maggior parte dei casi sia difficile capire da dove provengono ,e come vengono elaborati,  i  dati usati per creare queste mappe. La versione che sembra più aggiornata è quella di "L". Dal suo profilo si legge che è un computer scientist Britannico.

Infine, ieri Google ha annunciato una versione ad hoc del suo Google Flu Trends lanciato nel 2008. Il sistema usa i dati aggregati delle ricerche su Google per stimare una possibile attività influenzale in una determinata area geografica (qui il link che ne spiega il funzionamento). Flu Trends ha i suoli limiti ed è in funzione da poco tempo, ma potrebbe diventare un indicatore interessante. Experimental Flu Trends for Mexico è una versione sperimentale del Google Flu Trends dedicata alla swine flu.
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27 aprile 2009

Google Street View: una questione di buon senso

Premessa: Google Street View permette di "navigare"all'interno delle Google Maps come se si stesse passeggiando per la strada, visualizzando immagini a 360 gradi. Le fotografie sono ottenute tramite delle fotocamere montate sul tetto di Google-automobili che girano per le strade di mezzo mondo. Il servizio ha sempre suscitato qualche malumore per via delle questioni legate alla privacy. Per questo Google ha elaborato degli algoritmi che automaticamente cancellano le targhe delle automobili e i volti dei passanti. Chi si riconosce, può anche chiedere di essere cancellato, come ricordavo in mio post di marzo.

Il caso: Google Street View ha suscitato parecchie reazioni fra i cittadini britannici preoccupati per la loro privacy negli ultimi mesi. Alcuni temevano di essere troppo esposti, altri che Street View facilitasse il lavoro dei ladri, etc. In alcuni casi la Google-automobile è stata addirittura bloccata per la strada.. La BBC ha ampiamente documentato l'evoluzione della protesta.

La soluzione: Il Garante della Privacy Britannico, ICO - Information Commissionar's Office, ha analizzato il problema, arrivando ad una soluzione. Nella nota stampa  l'ICO ricorda di essere guidato dal pragmatismo e dal buon senso (che a mio avviso spesso latita e non solo in Gran Bretagna). La soluzione individuata è proprio il buon senso! Street Viev infatti non viola il Data Protection Act, la legge sulla privacy inglese. L'importante è che Google continui a garantire sia il buon funzionamento dei suoi algoritmi per l'offuscamento di volti e targhe sia  la rimozione dalle foto di chi vuole essere rimosso. David Evans, Senior Data Protection Practice Manager dell'ICO, sottolinea che: "...In un mondo dove molte persone usano tweeter, facebook e i blog è importante adottare un approccio indirizzato al buon senso verso Street View e la relativamente limitata intrusione nella privacy che può causare."

Insomma, è tutta una questione di buon senso.

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21 aprile 2009

L'iPod e il campo di battaglia

L'iPod va in guerra, arruolato dall'esercito degli Stati Uniti. Letta così la notizia, rimbalzata da Newsweek in tutto il mondo, potrebbe fare quasi impressione. Ho trovato parecchi articoli con questa "impostazione", sia in italiano che in inglese, mentre ricercavo informazioni. Newsweek parla della sperimentazione di iPod Touch e iPhone per alcune applicazioni militari.

L'idea di base è che ormai i soldati si muovono in un ambiente militare dominato dalla "networked warfare", dove tutti sono connessi e sempre rintracciabili all'interno del teatro delle operazioni belliche. Tutto questo è possibile grazie all'uso di GPS, reti di trasmissione dati di vario tipo e ad apparecchi elettronici sempre più piccoli e trasportabili da ogni soldato. Fin qui tutto è noto e ampiamente documentato.

La novità, se così si può chiamare, consiste nell'adozione di un hardware di tipo commerciale al posto di apparecchi appositamente progettati per l'uso militare. Le motivazioni sono fondamentalmente tre. Da un lato c'è la praticità degli apparecchi di casa Apple. iPod Touch e iPhone sono semplici da utilizzare, sono versatili e già oggi possono contare su migliaia di applicazioni disponibili. In ambito militare potrebbero essere usati, come riporta Newsweek, come dispositivi che danno accesso ai soldati sul campo ad una serie di applicazioni diverse: dal software di traduzione simultanea, al controllo di droni da combattimento o altre armi. L'iPod Touch può connettersi via wi-fi, l'iPhone ha anche il supporto 3G, fotocamera e chip GPS integrato, entrambi hanno un'interfaccia touchscreen facile da usare. Le applicazioni sono potenzialmente infinite e limitate solo dalla fantasia. Altro punto a favore di questa scelta riguarda il costo "contenuto"di questi apparecchi di massa rispetto a quelli militari. Infine, la maggior parte dei soldati sa già utilizzare un iPod. Il che semplifica l'addestramento.

L'idea è potenzialmente interessante, per quanto rimanga il dubbio sull'opportunità di usare apparecchi di tipo commerciale per applicazioni belliche.
Segnalo anche la stessa notizia riportata dal The Inquirer, che polemizza per il tono da pubblicità con cui Newsweek parla di Apple: "Odd, we can remember when Newsweek was a respected news source now it seems to be printing Apple adverts."

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16 aprile 2009

Facebook: boom in Italia e in Europa

Facebook è "il" social network, almeno in Europa. Un'analisi di comScore ne evidenzia la travolgente crescita.

Il periodo analizzato va da febbraio 2008 a febbraio 2009, mese in cui Facebook ha registrato ben 275 milioni di visitatori. Una crescita del 175% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Il successo europeo è confermato da un aumento annuale del 314%, con circa 100 milioni di visitatori.

Andando a leggere le statistiche relative ai singoli paesi, si scopre come il Regno Unito sia il paese europeo più affezionato a Facebook, con 22 milioni di visitatori. Seguono la Francia, cona quasi 14 milioni, e la Turchia, con 12 milioni. In quarta posizione troviamo l'Italia, con più di 10 milioni di utilizzatori. È il nostro paese a guidare la classifica della crescita, con un mostruoso +2721%. Non è un errore, è proprio un +2721%.

Al momento sono solo due i grandi paesi in cui Facebook non spopola, Germania e Russia. Tuttavia, anche lì il sito di social networking cresce rispettivamente del 405% e del 309%. Insomma, forse è solo questione di tempo.

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13 aprile 2009

Torino mette l'anagrafe online

Torino è la prima città italiana che permette di stampare da casa i certificati più richiesti dai cittadini, come quelli dell'anagrafe. Basta avere la carta d'identità elettronica o la card Torino Facilissima.

Il servizio si chiama CertificaTO. Sono diposnibili tutti i certificati più comuni, dal certificato di residenza a quello di nascita, allo stato di famiglia. Insomma, un gran risparmio di tempo. La cosa importante è che i certificati stampati da casa avranno esattamente lo stesso valore di quelli una volta emessi dal Comune. Si possono ottenere anche quei certificati che hanno bisogno di una marca da bollo, che può essere apposta direttamente dai cittadini. Con CertificaTO non si risparmia solo tempo, ma anche sui costi di segreteria. Il servizio è ancora in fase di test, ma il tutto sembra abbastanza facile e intuitivo. C'è anche una comoda videoguida.

Brava Torino!

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