NOVA
in

Second star to the right -

dal mondo

19 giugno 2009

Twitter, Google, Facebook e la crisi iraniana

In seguito alle recenti e turbolente elezioni, l'attenzione per le notizie riguardanti l'Iran è cresciuta. Il web sta svolgendo un ruolo di primo piano nella divulgazione delle informazioni. Facebook e Twitter sono stati tra i mezzi di comunicazione più utilizzati dagli iraniani  per scambiarsi opinioni, per organizzare  proteste.

Twitter ha rimandato alcuni lavori di aggiornamento per non lasciare la popolazione iraniana senza servizio, come riportato nel blog ufficiale. A tal proposito ci sono stati addirittura dei contatti ufficiali fra lo U.S. State Department (il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti) e Twitter. Ecco un servizio della Fox News che tratta, in inglese, dell'importanza di Twitter nella situazione iraniana oggi.

Da poco sia Google che Facebook hanno fatto la loro mossa, rendendo disponibili alcuni servizi in persiano. È una conferma dell'importanza dell'informazione  web 2.0, dove anche gli utenti creano i contenuti e li diffondono.

Google ha aggiunto al suo servizio di traduzioni online il persiano. Il tutto è ancora in fase sperimentale, ma funzionante (qui il link). Se il traduttore dovesse andare incontro a malfunzionamenti, Google farà il possibile per rimetterlo in funzione il prima possibile ("We'll keep a close watch and if it breaks, we'll restore service as quickly as we can."). L'annuncio di Google sottolinea l'importanza di questo servizio. Ora è possibile tradurre dal persiano a molte altre lingue, e viceversa, interi siti web, news, blog, aumentando l'accesso di ognuno all'informazione ("...increasing everyone's access to information.").

Facebook ha rilasciato una versione beta del suo portale in persiano in modo da facilitare l'accesso ,e il conseguente scambio di informazioni, fra gli utilizzatori iraniani. Anche in questo caso l'annuncio è stato dato dal  blog della società.
CATEGORIE: dal mondo, prima pagina

tags: , , , , , ,

18 maggio 2009

Come monitorare i voti degli europarlamentari: VoteWatch.eu

VoteWatch.eu è un nuovo sito dedicato al monitoraggio delle votazioni del Parlamento europeo.
Il Parlamento europeo è al momento l'unica istituzione europea eletta democraticamente dai cittadini. È un'istituzione importante, i suoi poteri si sono rafforzati negli anni e hanno un peso reale nella nostra vita di tutti i giorni.

VoteWatch è un sito indipendente dall'Unione europea che utilizza i dati ufficiali sulle votazioni del Parlamento con l'intento di presentarli ai cittadini in modo chiaro e facilmente comprensibile. È possibile visualizzare statistiche e monitorare l'attività di ogni europarlamentare o dei gruppi politici.

"VoteWatch.eu is an independent monitoring website of EU politics. It provides detailed information about parliamentarians' voting records and formal political activities – from committee work to parliamentary reports – and includes easy-to-access information on the political coalitions that are formed around policy issues. VoteWatch.eu makes it possible for citizens, the media and other stakeholders to track the performance of Members of the European Parliament (MEP) and the groups they form. The website is updated on a continuous basis and as soon as votes are taken in the European Parliament's plenary."
( Traduzione - VoteWatch.eu è un sito indipendente di monitoraggio delle politiche dell'UE. Il sito fornisce informazioni dettagliate sulle votazioni dei parlamentari e sulla loro attività politica - dai lavori dei commitati ai rapporti parlamentari - e include informazioni facilmente consultabili sulle coalizioni politiche che si sono formate intorno a questioni di politica. VoteWatch.eu rende possibile per i cittadini, i media e gli altri soggetti interessati il monitoraggio del rendimento dei membri del Parlamento europeo e dei gruppi di cui fanno parte. Il sito è aggiornato in modo continuo e non appena sono espressi i voti del Parlamento europeo riunito in seduta plenaria.)

A mio avviso, una buona idea.




CATEGORIE: dal mondo

tags: ,

21 aprile 2009

L'iPod e il campo di battaglia

L'iPod va in guerra, arruolato dall'esercito degli Stati Uniti. Letta così la notizia, rimbalzata da Newsweek in tutto il mondo, potrebbe fare quasi impressione. Ho trovato parecchi articoli con questa "impostazione", sia in italiano che in inglese, mentre ricercavo informazioni. Newsweek parla della sperimentazione di iPod Touch e iPhone per alcune applicazioni militari.

L'idea di base è che ormai i soldati si muovono in un ambiente militare dominato dalla "networked warfare", dove tutti sono connessi e sempre rintracciabili all'interno del teatro delle operazioni belliche. Tutto questo è possibile grazie all'uso di GPS, reti di trasmissione dati di vario tipo e ad apparecchi elettronici sempre più piccoli e trasportabili da ogni soldato. Fin qui tutto è noto e ampiamente documentato.

La novità, se così si può chiamare, consiste nell'adozione di un hardware di tipo commerciale al posto di apparecchi appositamente progettati per l'uso militare. Le motivazioni sono fondamentalmente tre. Da un lato c'è la praticità degli apparecchi di casa Apple. iPod Touch e iPhone sono semplici da utilizzare, sono versatili e già oggi possono contare su migliaia di applicazioni disponibili. In ambito militare potrebbero essere usati, come riporta Newsweek, come dispositivi che danno accesso ai soldati sul campo ad una serie di applicazioni diverse: dal software di traduzione simultanea, al controllo di droni da combattimento o altre armi. L'iPod Touch può connettersi via wi-fi, l'iPhone ha anche il supporto 3G, fotocamera e chip GPS integrato, entrambi hanno un'interfaccia touchscreen facile da usare. Le applicazioni sono potenzialmente infinite e limitate solo dalla fantasia. Altro punto a favore di questa scelta riguarda il costo "contenuto"di questi apparecchi di massa rispetto a quelli militari. Infine, la maggior parte dei soldati sa già utilizzare un iPod. Il che semplifica l'addestramento.

L'idea è potenzialmente interessante, per quanto rimanga il dubbio sull'opportunità di usare apparecchi di tipo commerciale per applicazioni belliche.
Segnalo anche la stessa notizia riportata dal The Inquirer, che polemizza per il tono da pubblicità con cui Newsweek parla di Apple: "Odd, we can remember when Newsweek was a respected news source now it seems to be printing Apple adverts."

CATEGORIE: dal mondo, prima pagina

tags: , , , , , ,

10 aprile 2009

Quando si parla della trasparenza statunitense nello spendere i soldi pubblici

Sono rimasto abbastanza colpito da una versione su misura delle Maps di Google che fotografa quali banche abbiano ricevuto aiuti pubblici dal Governo statunitense. In dettaglio, è possibile visualizzare chi abbia ricevuto denaro dal Capital Purchase Program e anche quanto..Il tutto è stato creato dal Ministero del Tesoro USA attraverso il suo sito Financial Stability, con il quale il Governo promuove e pubblicizza le sue attività per affrontare questa crisi economica. Quando si parla della trasparenza statunitense nello spendere i soldi pubblici.. Nell'immagine (uno screenshot della pagina web) si può vedere come funziona. Ad esempio, la 1st Source Corporation di South Bend, IN, ha ricevuto 111 milioni di dollari.

Immagine 
La notizia è stata annunciata su uno dei blog di Google.

CATEGORIE: dal mondo, prima pagina

tags: , , , , ,

12 gennaio 2009

Il 20 Gennaio Obama si insedia (e Google festeggia)

Le lobby sono importanti. Anche Google pare averlo capito negli ultimi tempi. Durante le ultime elezioni presidenziali BigG si è schierata per Obama, anche se sempre nei limiti del politically correct. Infatti erano alcuni dei dirigenti, fra cui Larry Page, a tifare per lui, finanziandolo.

Da un articolo del New York Times si legge che Google organizzerà un party per il giorno dell'insediamento di Obama, il 20 gennaio. La giornalista sottolinea come Google "has been trying to become a fixture in Washington life since 2005, when it hired its first full-time lobbyist.". 
Non solo. La volontà di BigG di stimolare il dibattito è stata una costante dell'ultimo anno. Dalle Google Maps che segnalavano dove andare a votare, ai dibattiti fra i candidati visibili su YouTube. 

Insomma, Google vuol farsi sentire. Naturalmente, come si legge al fondo dell'aticolo del NYT, “This is definitely a bipartisan event”..

CATEGORIE: dal mondo

tags: , , , ,

10 dicembre 2008

iPhone con GPS? Non in Egitto..

La navigazione satellitare è una delle tecnologie emergenti degli ultimi anni. Ormai molti apparecchi hanno un sensore GPS integrato, come l'iPhone.

Incredibile ma vero, Apple dovrà disabilitare il sensore GPS per poter vendere il suo telefono in Egitto. La fonte è il New York Times.

La decisione del governo egiziano è netta: il GPS è una tecnologia militare, non civile. Il problema è che molti dei servizi avanzati, che apparecchi come l'iPhone possono generare, usano la geolocalizzazione..

La notizia mi ha fatto riflettere su come molti paesi tentino di 'regolamentare' sempre di più tecnologie che di fatto sono difficili da 'regolamentare'.. Un po' come la questione dell'IP unico per ogni cittadino, nata qui in Italia e magistralmente spiegata da Alessandro Bottoni di Punto Informatico.

Che si tratti di una rottura generazionale fra Governi, composti prevalentemente da persone anziane che non capiscono realmente le tecnologie sulle quali legiferano, e utilizzatori, spesso più giovani e che quelle tecnologie le usano tutti i giorni? Di sicuro la questione sta diventando sempre più di attualità, non solo in Italia o in Egitto..

CATEGORIE: dal mondo

tags: , , , , , , , ,

05 dicembre 2008

Growing Galileo 2009

La European GNSS (Global Navigation Satellite System) Supervisory Authority ha annunciato che presenterà i finanziamenti per il sistema di navigazione Galileo a fine gennaio, alla conferenza Growing Galileo.

Il Settimo Programma Quadro per la Ricerca, 7th Research Framework Programme (FP7), metterà a disposizione per il 2009 40 ml € per lo sviluppo della ricerca e delle applicazioni dedicate a Galileo.

Il momento è abbastanza delicato. Si intensificano le voci, come riporta ad esempio un articolo del Daily Mail, su una possibile militarizzazione del sistema di posizionamento europeo. È importante ricordarlo perchè la grande differenza fra Galileo e tutti gli altri sistemi di navigazione oggi esistenti, in primis il GPS, dovrebbe essere la sua connotazione civile e non militare.

CATEGORIE: dal mondo

tags: , , ,

20 ottobre 2008

Koni, il cane di Putin monitorato via satellite

La Russia sta tornando "grande" anche nel settore delle tecnologie di punta. Il sistema di navigazione satellitare russo, il GLONASS, è in piena fase di ristrutturazione. Entro il 2008 i satelliti in orbita dovrebbero essere 21, contro i 24 del GPS statunitense. Entro il 2011 le prestazioni dovrebbero migliorare e raggiungere livelli di affidabilità simili a quelli del sistema americano.
Ma questo lo sapevamo...

La novità è che Putin si sta dimostrando anche un ottimo comunicatore. Il suo ultimo asso nella manica è un bel labrador nero: Koni. Del resto, i presidenti USA insegnano.. Il cane "è il miglior amico del Presidente..".

Koni ha indossato in diretta tv un collare-ricevitore GLONASS per dimostrare i progressi del sistema russo, caduto in rovina negli anni successivi alla dissoluzione dell'URSS. Il collare permette a Putin di monitorare il suo cane con una buona precisione.

Yahoo news riporta anche un frammento di conversazione fra l'addetto alla navigazione satellitare russa e Putin:

Ivanov said that the equipment goes on standby mode when "the dog doesn't move, if it, say, lies down in a puddle."

Putin interrupted him jokingly: "My dog isn't a piglet; she doesn't lie in puddles."              

"She's wagging her tail, she likes it," Putin said after watching Koni outside his colonnaded residence on Moscow's western outskirts.

CATEGORIE: dal mondo

tags: , , ,

15 settembre 2008

Spazio: ultima frontiera (del riarmo russo)

La Russia ultimamente è tornata alla ribalta delle cronache internazionali. Il suo nuovo approccio alle questioni internazionale si sta rivelando piuttosto "interventista"..

A supporto di questa nuova linea politica c'è un forte incremento della spesa in armamenti. Il Moscow Times riporta oggi la notizia: nel 2009 il budget dedicato alla difesa raggiungerà la cifra record di quasi 48 miliardi di dollari.
Naturalmente, le varie voci di spesa sono secretate..

L'articolo parla anche dei nuovi investimenti in tecnologia spaziale, in aggiunta al budget militare citato prima. "Putin told Ivanov that he had approved increases in spending on space programs and that he had signed a decree ordering an additional 67 billion rubles for the Glonass satellite navigation system. Putin said an additional 45 billion rubles would be spent on the federal space program over the next three years. The money, he said, would be used to build a new cosmodrome in the Far East, finance the international space station and help space research.".

Il sistema di navigazione satellitare russo riceverà ben 67 mld di rubli, quasi 1.8 mld di euro. L'intento è chiaro: cercare di duplicare il successo dello statunitense GPS nel mondo civile e soprattutto in quello militare. Il GPS è una parte essenziale dell'infrastruttura militare degli USA.

Ad oggi, la supremazia americana nella tecnologia spaziale è un dato di fatto. Ma la Russia ha una grande tradizione alla spalle.. e oggi anche una grande quantità di denaro da investire grazie alle esportazioni di idrocarburi. I prossimi anni saranno molto interessanti per lo sviluppo di queste tecnologie.

I "grandi" corrono.. e l'Unione europea? Tutti i sistemi di navigazione satellitare sono dual-use, civili e militari. Tranne il nostro Galileo, che sarà solo civile.. è una prospettiva credibile?

CATEGORIE: dal mondo

tags: , ,

23 maggio 2008

Piloti virtuali, bombe reali

La guerra sta diventando sempre più virtuale e tecnologica, almeno per chi se lo può permettere.. È quasi un dato di fatto.. Anche la tecnologia GPS è nata per questo. Conoscere la propria posizione è utile sia per i soldati sul terreno sia per le armi "intelligenti" che devono colpire un determinato punto.

Da una decina d’anni i droni, o aerei senza pilota o UAV, sono una realtà funzionante. In principio il loro scopo principale era quello di monitorare territori ostili e pericolosi, senza rischiare la vita di un pilota. I droni sono una delle forme più efficaci di virtualizzazione della guerra. Il pilota può controllare il suo drone pressoché da dovunque. Alcuni droni possono anche volare in automatico utilizzando il GPS, per orientarsi, viaggiare, rientrare alla base.

Oggi ho letto una notizia per me un po’ inquietante su un sito specializzato in navigazione satellitare. GPS World racconta di un esperimento della US Air Force dove per la prima volta sono stati utilizzati missili GPS-guidati montati su un drone.

Cosa significa? Non è la prima volta che i droni sono in grado di sganciare bombe, ma oggi possono utilizzare bombe molto più precise di quelle precedenti. E i missili GPS-guidati sono molto precisi: basta inserire le coordinate geografiche del bersaglio da colpire.

Un nuovo passo verso la reale guerra virtuale?

 

CATEGORIE: dal mondo
RICERCA NEL BLOG