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Second star to the right -

opinioni brevi

15 luglio 2009

Ieri, 14 Luglio 2009, lo sciopero dei blog italiani

Ieri per la prima volta i blogger italiani hanno scioperato contro il disegno di legge Alfano, che vorrebbe istituire anche per i blog l' obbligo di rettifica. Di fatto i blog verrebbero così equiparati ad una testata giornalistica. L' effetto potrebbe essere molto pesante. Le sanzioni previste sono alte, anche per i blog amatoriali. Secondo molti il risultato sarebbe quello di imbavagliare i blog. L' argomento è trattato in modo molto approfondito sul blog di Guido Scorza.

Ieri bastava girare in rete per trovare molte adesioni all'inziativa lanciata da http://dirittoallarete.ning.com/

Diritto alla rete

È ancora presto per dire se lo sciopero ha realmente "funzionato". Non tutti hanno condiviso lo spirito dell'iniziativa. Ad esempio Luca Bagatin di Notiziamagazine.info o Alberto Fattori di Affariitaliani.it, secondo cui questo sciopero non ha avuto un senso pratico. In parte credo che le loro analisi siano corrette e vi invito a leggere i loro articoli,  molto interessanti per gli spunti che propongono.  Ha ragione Fattori, a considerare questa protesta di tipo "corporativo"?

Di una cosa sono certo. Il ruolo dei blogger in Italia sta crescendo, ma questo basta per equipararli alla stampa tradizionale? Forse questo tipo di diffusione di informazioni e pensieri sta cominciando a infastidire perchè libero e non strutturato, a volte anonimo. Credo che sia importante continuare a parlarne. Credo anche che si dovrebbe dare il giusto peso alle cose: un blog è un blog, una testata giornalistica è un'altra cosa. I giornalisti infatti hanno un ordine professionale, sono strutturati e organizzati. I blogger no.



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05 maggio 2009

e Google taglia i suoi prati con le capre

Google ha annunciato nel suo blog una nuova iniziativa ecologista.

I prati del quartier generale di Mountain View saranno tagliati da un piccolo gregge di 200 capre, guidate da un border collie. L'operazione costerà più o meno quanto una falciatura dell'erba tradizionale.
I vantaggi però sono indiscutibili.. Le capre emettono meno anidride carbonica, fertilizzano, e sono molto più "carine"delle falciatrici! (..."and goats are a lot cuter to watch than lawn mowers").
Come unire l'utile al dilettevole.

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27 aprile 2009

Google Street View: una questione di buon senso

Premessa: Google Street View permette di "navigare"all'interno delle Google Maps come se si stesse passeggiando per la strada, visualizzando immagini a 360 gradi. Le fotografie sono ottenute tramite delle fotocamere montate sul tetto di Google-automobili che girano per le strade di mezzo mondo. Il servizio ha sempre suscitato qualche malumore per via delle questioni legate alla privacy. Per questo Google ha elaborato degli algoritmi che automaticamente cancellano le targhe delle automobili e i volti dei passanti. Chi si riconosce, può anche chiedere di essere cancellato, come ricordavo in mio post di marzo.

Il caso: Google Street View ha suscitato parecchie reazioni fra i cittadini britannici preoccupati per la loro privacy negli ultimi mesi. Alcuni temevano di essere troppo esposti, altri che Street View facilitasse il lavoro dei ladri, etc. In alcuni casi la Google-automobile è stata addirittura bloccata per la strada.. La BBC ha ampiamente documentato l'evoluzione della protesta.

La soluzione: Il Garante della Privacy Britannico, ICO - Information Commissionar's Office, ha analizzato il problema, arrivando ad una soluzione. Nella nota stampa  l'ICO ricorda di essere guidato dal pragmatismo e dal buon senso (che a mio avviso spesso latita e non solo in Gran Bretagna). La soluzione individuata è proprio il buon senso! Street Viev infatti non viola il Data Protection Act, la legge sulla privacy inglese. L'importante è che Google continui a garantire sia il buon funzionamento dei suoi algoritmi per l'offuscamento di volti e targhe sia  la rimozione dalle foto di chi vuole essere rimosso. David Evans, Senior Data Protection Practice Manager dell'ICO, sottolinea che: "...In un mondo dove molte persone usano tweeter, facebook e i blog è importante adottare un approccio indirizzato al buon senso verso Street View e la relativamente limitata intrusione nella privacy che può causare."

Insomma, è tutta una questione di buon senso.

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04 febbraio 2009

L'evoluzione del Social Networking grazie al GPS

Wireless Week ha pubblicato un articolo molto interessante sull'evoluzione del social networking grazie alla localizzazione satellitare.L'idea di base è che sia il social networking che le comunicazioni mobili siano cresciuti notevolmente in questi anni. Il passo successivo di questa evoluzione? L'integrazione dei cosiddetti Location Based Services (LBS) all'interno dei social networks. In parole povere, si tratta di poter accedere a social networks anche dal proprio telefonino comunicando la propria posizione e vendendo quella degli amici, o viceversa.

In questa direzione stanno spingendo anche i vari operatori mobili, per i quali il traffico dati sta diventando una fonte i guadagno sempre più importante.

La tecnologia di localizzazione satellitare è ormai matura e ci sono metodi che permettono di ottenere buoni risultati anche in ambienti urbani, o in ambienti chiusi grazie al WiFi. Il salto di qualità definitivo si avrà solo fra qualche anno, quando saranno disponibili più sistemi satellitari. Oggi, di fatto, esiste solo il sistema di navigazione statunitense, il GPS. Entro il 2011 dovrebbe essere di nuovo affidabile il GLONASS russo, e nel 2013 dovrebbe arrivare il nostro Galileo. Poi arriverà anche il Compass cinese, ma a riguardo le informazioni sono davvero poche.

Se dal lato tecnologico ci siamo, o quasi, il grande problema oggi è quello della privacy. Le implicazioni sono infatti molteplici, così come le preoccupazioni di dare il vita a una sorta di grande fratello in cui ogni movimento può essere controllato. Nigel Wright, vice presidente del product marketing alla Spirent, liquida la questione affermando che, teoricamente, chi non vuole essere localizzato può non essere localizzato. Ma non è così semplice. Informare gli utenti di servizi LBS sulle potenzialità della tecnologia che stanno usando, controllare come vengono gestiti i dati raccolti, se vengono utilizzati per altri scopi o se vengono protetti adeguatamente, è un qualcosa che potrebbe impensierire parecchio un garante per la privacy.

Una cosa è certa. Oggi per la prima volta sono disponibili telefonini con GPS integrato, il broadband mobile è ubiquo e i social networks spopolano. Basta guardare il successo di Facebook, anche qui in Italia. Le potenzialità derivanti dall'unione di questi elementi sono notevoli, sia in negativo che in positivo. L'importante sarà essere informati per poter scegliere se e come far gestire i propri dati, la propria posizione. Altrimenti il grande fratello potrebbe essere dietro l'angolo.

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20 novembre 2008

Facebook e l'Effetto second life

Negli ultimi mesi Facebook è salita all'onore delle cronache, dalla tv alla radio passando per i quotidiani. Siamo stati sottoposti ad una vera abbuffata mediatica sulle sua applicazioni, la sua storia, etc etc..

Ho trovato molto stimolante la riflessione di Massimo Cavazzini, Telcoeye: Effetto Second Life per Facebook:

"Eccoci, ci siamo quasi. E' quello che chiamo l'effetto Second Life. I media arrivano tardi su fenomeni Web già radicatissimi, poi per un po' tentano di spiegarli, poi iniziano a (s)parlarne qua e là, poi arriva la fase del catastrofismo e infine l'oblio.
E' stato così su Second Life (dalle copertine alla demonizzazione), sarà così per Facebook.
...
Aspetiamo che Facebook rapisca bambini e organizzi attentati e avremo la chiusura del cerchio mediatico."

Il blog di Cavazzini, Telcoeye, secondo me è da leggere e da mettere nei preferiti.
Per quanto riguarda l' "Effetto Second Life".. aspettiamo qualche mese e vediamo se l'autore aveva ragione.

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02 giugno 2008

La NASA, Marte, Twitter e la solitudine

Forse è la pioggia.. Qui a Torino è quasi un mese che piove tutti i giorni. Ma il post di Cristina Tagliabue “Turismo di massa, Fotografia di massa” mi ha lasciato uno strano senso di disorientamento addosso.

Volevo scrivere della NASA che ha messo su Twitter le gesta del suo nuovo robottino Phoenix inviato su Marte. Twitter è una sorta di micro-blog: ogni utente può inviare dei brevi messaggi dicendo cosa sta facendo in quel momento, cosa pensa, dove si trova. Volevo scrivere di quanto mi sembrasse innovativo poter sapere, in modo quasi immediato, come andava avanti una missione robotizzata di esplorazione di un altro mondo.

Marte! Il pianeta rosso!

Eppure, dopo il post di Cristina si è insinuato un dubbio. Un dubbio legato all’uso che facciamo della nostra vita ormai sempre online.

A forza di sapere tutto di tutti, 24 ore su 24, dovunque e comunque, anche di “chi” è su Marte, non rischiamo un crisi di rigetto? Questo bombardamento costante di informazioni ci renderà la vita più semplice, più completa.. o no? Twitter e i suoi cloni ci fanno sentire davvero più vicini?

In realtà, i miei dubbi sono molti. Forse è solo la pioggia..

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