NOVA
in

Second star to the right -

prima pagina

16 luglio 2009

Google Maps con favorite places

Google ha raccolto i favorite places (luoghi preferiti) di alcuni personaggi famosi. Fra i tanti ci sono Al Gore, ex Vice Presidente degli USA e oggi paladino dell'ambiente, o Tony Hawk, il più grande skater vivente. L'idea è semplice: far conoscere al grande pubblico i luoghi favoriti di personalità importanti ( o VIP secondo la definizione di qualcuno). È un modo per pubblicizzare le Google Maps certo, ma anche per permettere di esplorare "places" particolari, sconosciuti o a rischio.

Sui favorite places di Al Gore ci sono alcune località minacciate dal riscaldamento globale e dall'inquinamento. Ad esempio, c'è un'isola delle Maldive che, come si legge nella descrizione, i nostri nipoti potrebbero non vedere mai a causa dell'innalzamento del livello degli oceani.

Favorite Places è disponibile a questo link. Di seguito l'ormai immancabile video creato da Google per presentare la sua nuova idea.





CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , , ,

08 luglio 2009

Google lancia un nuovo sistema operativo: Google Chrome OS

La notizia è ufficiale e ha del sensazionale. Google ha annunciato la nascita di un nuovo sistema operativo: Google Chrome OS. L'obiettivo iniziale è il settore dei cosiddetti netbook, i minipc dedicati alla navigazione su internet e al nomadismo. In futuro Chrome OS dovrebbe arrivare anche sui notebook e sui pc desktop.

Chrome OS sarà leggero, veloce e open source. Le parole chiave su cui punta Google sono velocità, semplicità e sicurezza. Chrome OS si avvierà in pochi secondi. L'interfaccia sarà minimale, pensata per utenti che utilizzano prevalentemente applicazioni basate su internet. Entro la fine del 2009, Google renderà disponibile il codice del nuovo OS. I primi prodotti commerciali dovrebbero arrivare nella seconda metà del 2010.

Google sottolinea come Chrome OS e Android siano due progetti separati, destinati a piattaforme hardware diverse. In particolare, Chrome OS è un sistema operativo pensato per chi passa la maggior parte del proprio tempo su internet. Android invece è dedicato agli smartphones.

Il guanto della sfida è lanciato. La sfida a Microsoft è annunciata. Prima Chrome, il browser web,  poi Android, il sistema operativo open source per smartphones, oggi Chrome OS, il sistema operativo open source per netbook, notebook e desktop. Insomma, la proposta software di Google si fa sempre più pesante e a 360 gradi.

Un passo del post mi ha colpito particolarmente: "We hear a lot from our users and their message is clear — computers need to get better. People want to get to their email instantly, without wasting time waiting for their computers to boot and browsers to start up. They want their computers to always run as fast as when they first bought them. They want their data to be accessible to them wherever they are and not have to worry about losing their computer or forgetting to back up files. Even more importantly, they don't want to spend hours configuring their computers to work with every new piece of hardware, or have to worry about constant software updates. And any time our users have a better computing experience, Google benefits as well by having happier users who are more likely to spend time on the Internet. Ascoltiamo i nostri utenti e il loro messaggio è chiaro - i computer devono migliorare. La gente vuole poter leggere la sua e-mail all'istante, senza inutili perdite di tempo nell'attesa dell'avvio del proprio computer e del browser.  Gli utenti vogliono che i loro computer corrano sempre veloci come quando  li hanno acquistati. Vogliono che i loro dati siano accessibili ovunque essi si trovino, senza doversi preoccupare di perdere i loro computer o di eseguire il backup dei file. Ancora più importante, non vogliono spendere  ore a configurare il proprio computer per installare ogni nuovo componente hardware, e neppure vogliono preoccuparsi di costanti aggiornamenti software. Ogni volta che i nostri utenti hanno una migliore esperienza con il loro computer anche Google ne beneficia perchè utenti più felici hanno maggiori probabilità di passare del tempo su Internet"). In parole povere, Google tenta di rispondere alle esigenze degli utenti, che chiedono velocità e semplicità d'uso. Cosa che spesso non succede con il sistema operativo installato sulla stragrande maggioranza dei pc. L'idea di base è sempre la stessa: rendere l'esperienza su internet sempre più piacevole rende più felici gli utenti e Google stessa, perchè gli utenti passano più tempo su internet ad utilizzare i suoi servizi.

tags: , , , , , , , , , ,

03 luglio 2009

Facebook, privacy semplificata

Facebook è un argomento di discussione onnipresente, specialmente nell'ultimo anno. Dalla politica all'economia, passando per gli affari internazionali, vedi il caso iraniano. La sua crescita è a doppia cifra e al momento sembra quasi inarrestabile.

Spesso il sito di social networking è salito alla ribalta per la questione privacy. Il problema è la condivisione delle informazioni e dei dati "personali" messi in rete dagli utenti. In parole povere, "chi può vedere cosa?". La questione sembra banale, ma non lo è. Proprio per la struttura del portale, può essere difficile controllare che tipo di informazioni personali vengono immesse. Il caso tipico è quello delle fotografie potenzialmente imbarazzanti caricate online da amici o conoscenti.

La risposta di Facebook è una semplificazione della gestione della privacy, come afferma Chris Kelly nel blog aziendale. Il punto di partenza è che Facebook si basa sul "potere di condividere", the power to share. La privacy e la possibilità di gestire cosa far vedere a chi è alla base della fiducia degli utenti. Preservarla è quindi vitale. Control, Simplicity, Connection sono le nuove linee guida. Aumenta la possibilità di personalizzare l'audience di chi accede ai contenuti messi in rete, dall'utente singolo a "everyone", per esempio. La novità è che la decisione di come condividere un proprio contenuto potrà essere fatta di volta in volta, post per post, foto per foto. Le semplificazioni alla privacy sono ancora in fase di test, ma saranno aperte a tutti gli utenti gradualmente.

In molti vedono in questa mossa una risposta alla crescente popolarità di Twitter. Il nuovo Facebook, proprio grazie all'opzione everyone, potrebbe avvicinarsi al rivale. Il condizionale è ancora d'obbligo perché Facebook è ancora un sistema chiuso e non accessibile a chi non è registrato. Al contrario Twitter è visibile anche ai non iscritti. La cosa interessante è anche Twitter sta cambiando. Ora è possibile vedere le persone in modo ampio o sintetico nelle pagine dei followers e dei following, come riporta De Biase di Nova100.







CATEGORIE: prima pagina

tags: , , ,

19 giugno 2009

Twitter, Google, Facebook e la crisi iraniana

In seguito alle recenti e turbolente elezioni, l'attenzione per le notizie riguardanti l'Iran è cresciuta. Il web sta svolgendo un ruolo di primo piano nella divulgazione delle informazioni. Facebook e Twitter sono stati tra i mezzi di comunicazione più utilizzati dagli iraniani  per scambiarsi opinioni, per organizzare  proteste.

Twitter ha rimandato alcuni lavori di aggiornamento per non lasciare la popolazione iraniana senza servizio, come riportato nel blog ufficiale. A tal proposito ci sono stati addirittura dei contatti ufficiali fra lo U.S. State Department (il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti) e Twitter. Ecco un servizio della Fox News che tratta, in inglese, dell'importanza di Twitter nella situazione iraniana oggi.

Da poco sia Google che Facebook hanno fatto la loro mossa, rendendo disponibili alcuni servizi in persiano. È una conferma dell'importanza dell'informazione  web 2.0, dove anche gli utenti creano i contenuti e li diffondono.

Google ha aggiunto al suo servizio di traduzioni online il persiano. Il tutto è ancora in fase sperimentale, ma funzionante (qui il link). Se il traduttore dovesse andare incontro a malfunzionamenti, Google farà il possibile per rimetterlo in funzione il prima possibile ("We'll keep a close watch and if it breaks, we'll restore service as quickly as we can."). L'annuncio di Google sottolinea l'importanza di questo servizio. Ora è possibile tradurre dal persiano a molte altre lingue, e viceversa, interi siti web, news, blog, aumentando l'accesso di ognuno all'informazione ("...increasing everyone's access to information.").

Facebook ha rilasciato una versione beta del suo portale in persiano in modo da facilitare l'accesso ,e il conseguente scambio di informazioni, fra gli utilizzatori iraniani. Anche in questo caso l'annuncio è stato dato dal  blog della società.
CATEGORIE: dal mondo, prima pagina

tags: , , , , , ,

17 giugno 2009

Hunch, il motore di ricerca che aiuta a scegliere

Scegliere è difficile. Banale ma vero. Hunch è un nuovo motore di ricerca che aiuta a scegliere, praticamente in ogni campo.

Hunch funziona in base alla teoria che la scelta collettiva è spesso la migliore. Come si legge su How Hunch works: Researchers have documented how decisions made by diverse and independent groups of people are often superior to those made by individuals - even experts. The reason is that knowledge is often spread among many people. The challenge is to identify it, collect it, and effectively use it. (I ricercatori hanno documentato come le decisioni prese da gruppi di persone diversi e indipendenti siano spesso migliori di quelle effettuate da individui - anche dagli esperti. Il motivo è che la conoscenza è spesso disseminata tra molte persone. La sfida è quella di identificarla, raccoglierla, e utilizzarla in modo efficace.). Il motore di Hunch è un algoritmo elaborato da alcuni ricercatori del MIT. L'algoritmo si interroga costantemente su cosa potrebbe chiedere all'utilizzatore per condurlo al risultato migliore per effettuare la propria scelta.

Ogni "utente" deve rispondere ad una serie di domande, per permettere ad Hunch di imparare qualcosa su di lui e sui suoi gusti. In più Hunch impara dalle risposte di tutti coloro che lo utilizzano. In parole povere, Hunch guida verso la scelta tramite una serie di domande specifiche. Come afferma uno dei reponsabili del progetto, Caterina Fake, il web oggi è pronto per un motore di ricerca che si basa sulla collective knowledge e che diventa più intelligente man mano che accumula dati. Sarà interessante vedere come Hunch si evolverà nel tempo. Secondo la Fake serviranno cinque anni  afinchè il progetto raggiunga la maturità.

L'esperimento è interessante. Ho provato a chiedere quale film d'azione avrei potuto vedere. Hunch mi ha consigliato The Longest Day e Ben Hur... Proverò a porre la stessa domanda fra qualche tempo per vedere se la risposta sarà diversa grazie ad una collective knowledge più ampia. Chiedendo quale navigatore GPS per automobile avrei potuto comprare, Hunch ha "azzeccato" i miei gusti alla perfezione. Al primo posto ha messo proprio il navigatore che ho comprato. Non male..
CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , ,

09 giugno 2009

La censura potrebbe essere "pre-installata" sui computer cinesi

La Cina potrebbe imporre ai produttori di computer di pre-installare un software per bloccare la navigazione su alcuni siti considerati dannosi: l'obiettivo primario sarebbe la lotta alla pornografia. Il condizionale è d'obbligo in questo caso perchè il Governo cinese non ha ancora annunciato la notizia in modo ufficiale al grande pubblico, ma solo ai produttori di pc. La fonte è  il The Wall Street Journal.

Il quotidiano statunitense sottolinea due punti importanti.

Il primo è che il software potrebbe essere preinstallato, oppure no. Secondo il Wall Street Journal, il documento visionato afferma che tutti i pc venduti in Cina dal primo luglio dovrebbero aver questo software o pre-installato o fornito su un CD.  Il "consumatore" potrebbe quindi avere un margine di manovra. Ma servono maggiori informazioni ufficiali per capire realmente come sarà distribuito questo software.

Il secondo punto riguarda le conseguenze che questo software per la censura potrebbe avere. Ufficialmente il software è nato per combattere la pornografia e rendere "sicura" la navigazione dei cittadini cinesi, in particolare dei giovani. Per questo motivo il software è stato chiamato Green Dam-Youth Escort, dove la parola Green-Verde è usata per descrivere una navigazione priva di contenuti illeciti. L'articolo sottolinea che questo software potrebbe essere usato per censurare molte tipologie di siti web e non solo quelli pornografici. Il Governo cinese potrebbe ottenere un controllo senza precedenti sull'accesso ad internet da parte dei propri cittadini. Il software infatti blocca l'accesso ai siti contenuti nel suo database, che può essere modificato da chi gestisce il tutto, ovvero dal Governo cinese  stesso. Anche in questo caso il condizionale è d'obbligo, servono maggiori informazioni ufficiali. Ma visti i precedenti, il dubbio è più che lecito.

Il punto è: come reagiranno le industrie occidentali produttrici di pc? Sarà interessante vedere come si evolverà la questione nelle prossime settimane.



Update delle 14 e 15
È arrivata la risposta del Governo cinese, come riporta la BBC. Secondo quanto affermato dal portavoce  del Ministero degli Esteri, tutti i pc, anche quelli importati, avranno il software pre-installato dal primo luglio. La Cina afferma che lo scopo è creare un internet sicuro, che non "avveleni" le giovani menti. L'articolo della BBC sottolinea però che il Governo cinese oscura spesso fonti di informazioni ritenute "sensibili". Per fare un esempio, lo stesso sito della BBC in cinese e la sua pagina YouTube non sono accessibili da Pechino.. 

CATEGORIE: diritti, prima pagina

tags: , , , ,

21 maggio 2009

GPS al collasso nel 2010?

La notizia di un possibile "collasso" del Global Positioning System (GPS) a partire dal 2010 circola da ieri.

L'allarme è stato lanciato da un report del GAO - Government Accountability Office. Il GAO è conosciuto negli Stati Uniti come il "braccio investigativo del Congresso" o "il cane da guardia del Congresso". Il suo ruolo è quello di fornire al Congresso statunitense informazioni il più possibile oggettive per poter poter esercitare il proprio compito istituzionale.
Il GPS è nato come infrastruttura militare ma nel corso degli anni è diventato fondamentale per una serie di applicazioni civili. Il GPS, conosciuto dai più per la semplice navigazione satellitare, è un sistema che fornisce 3 servizi: Positioning, Navigation e Timing (PNT). Per questo l'ufficio che si occupa della gestione del GPS si chiama National Executive Committee for Space-Based Positioning, Navigation, and Timing. Il GPS oggi è un pò ovunque: dall'agricoltura alle telecomunicazioni, dalla navigazione alla sincronizzazione di sistemi di sicurezza. Il GPS è diventato un sistema dual-use, ovvero sia civile sia militare. Molti considerano il GPS come la prima infrastruttura realmente globale.

Secondo lo studio, il Global Positioning System potrebbe cominciare a perdere efficienza e precisione a partire dal 2010, in seguito al mancato rinnovamento della costellazione. Un malfunzionamento e/o una perdita significativa di efficienza potrebbero creare dei seri problemi alle applicazioni civili e militari che utilizzano i servizi PNT forniti dal GPS. Come si legge nel report del GAO: "It is uncertain whether the Air Force will be able to acquire new satellites in time to maintain current GPS service without interruption. If not, some military operations and some civilian users could be adversely affected. - Non è chiaro se l'Air Force sarà in grado di acquisire nuovi satelliti in tempo utile per mantenere l'attuale servizio GPS senza interruzioni. In caso contrario, alcune operazioni militari e civili alcuni utenti potrebbero essere negativamente colpite." Il GAO accusa l'Air Force di non essere stata in grado di gestire in modo efficiente le commesse per la realizzazione dei nuovi satelliti GPS. Dal 2010 alcuni satelliti potrebbero guastarsi compromettendo il livello di efficienza odierna. Il condizionale è d'obbligo. Nella storia recente del GPS infatti, i satelliti hanno dimostrato un periodo di vita mediamente più lungo di quello previsto dalle stime iniziali.

All'inizio del post, ho messo la parola collasso fra virgolette perchè, anche nella peggiore delle ipotesi, il sistema non collasserà nel 2010. Il GPS potrebbe perdere l'efficienza che lo caratterizza oggi, ma non credo che l'allarmismo letto in tante news sia giustificato.
La notizia mi ha colpito perchè mette in luce l'importanza di questa tecnologia e la sua relativa fragilità.  A parte le applicazioni militari, i servizi PNT di cui ho parlato prima sono fondamentali per le economie avanzate. I servizi sono globali nella loro diffusione. Il problema è quindi evidente: oggi il GPS è l'unico Global Navigation Satellite System (Sistema Globale di Navigazione Satellitare o GNSS) che può fornire questi servizi PNT. Per questo motivo tutti i "grandi" del mondo stanno costruendo un loro sistema. L'Europa sta realizzando Galileo, la Cina il suo Compass. La Russia sta ristrutturando il GLONASS, nato come antagonista del GPS durante la guerra fredda e caduto in rovina negli anni novanta. Addirittura Giappone e India stanno costruendo dei sistemi "regionali", con un limitato numero di satelliti che copriranno solo il loro territorio.

Un'ultima precisazione. Questa notizia rafforzerà nell'opinione pubblica e fra i politici la convinzione, a mio avviso corretta, di dotare l'Europa di un proprio sistema indipendente di navigazione satellitare. Galileo però si differenzierà dai cugini cinese e russo perchè sarà interoperabile e compatibile con il GPS. Quindi, più che di concorrenza credo che sarebbe giusto parlare di "ristabilimento di un rapporto di equilibrio" che oggi, di fatto, non esiste. Anzi, di fatto credo che l'equilibrio fra Stati Uniti e Unione europea in questo particolare settore tecnologico non sarà realmente ristabilito fino alla reale attivazione  di Galileo.
CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , ,

19 maggio 2009

Google Street View, un triciclo per fotografare le strade irraggungibili

Street View, nato nel 2007 e da pochi mesi in Italia, permette di muoversi su  e giù per le strade coperte  dal servizio grazie a fotografie panoramiche. Il tutto è collegato alle Google Maps. All'inizio erano presenti solo alcune grandi metropoli statunitensi. A partire dall'estate 2008 sono state aggiunte molte città europee e del resto del mondo.



Finora le immagini panoramiche sono state scattate dalle cosiddette Google Cars (nel link una foto tratta da Wikipedia), automobili con sensori GPS per determinare la posizione esatta e fotocamere panoramiche montate sul tetto per scattare fotografie a 360 gradi dell'ambiente circostante.

Le Google Cars hanno un grande limite, non possono accedere alle zone dove la circolazione veicolare è vietata o impossibile. Inutile dire che gran parte dei centri storici delle città italiane ricade in queste categorie. Google ha così annunciato la nascita di quello che sul web viene già chiamato Google Triciclo. Il mezzo è attrezzato come una Google Car dal punto di vista tecnologico, ma a "propulsione umana". Dalla nota stampa ufficiale:

Molte persone in tutta Italia ci hanno chiesto di includere in Street View più immagini dei nostri tesori turistici e artistici. Molte delle meraviglie che fanno dell’Italia una meta amata in tutto il mondo, però, sono difficilmente raggiungibili con le Google car. Allora ci siamo messi a pensare, spremendoci le meningi per mesi e mesi e coinvolgendo le nostre migliori menti e alla fine abbiamo inventato l’ennesima, sofisticatissima tecnologia: il triciclo Stret View! Guidato da un giovanotto riconoscibile per la t-shirt Google, ma soprattutto perché grondante sudore, il triciclo Street View si aggirerà a partire da oggi per alcuni dei vicoli più inaccessibili delle città d'Italia, debuttando per le strade di Genova. Il triciclo è tecnicamente identico alla Google car ed è attrezzato per la raccolta di immagini a livello della strada, solo che può molto più agevolmente percorrere anche le stradine più anguste. Come sempre, le immagini raccolte dal triciclo saranno elaborate e montate per poterle vedere su Street View alcuni mesi dopo le riprese.

Il triciclo di Google, o Google Trike, sarà utilizzato in un primo momento in Italia e Gran Bretagna, come segnala il Daily Mail, riportando anche alcune fotografie del nuovo veicolo.

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , , ,

30 aprile 2009

Nasce l'Intergruppo parlamentare 2.0 (e viene abrogato l'emendamento D'Alia)

È nato l'Intergruppo Parlamentare 2.0!


La notizia mi ha colto di sorpresa, lo devo ammettere.. Guardando il video di presentazione dell'Intergruppo si evince che la necessità di affrontare l'argomento "web 2.0" coinvolge praticamente tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Le intenzioni sono ottime. Dalle parole degli intervistati emerge molto "buon senso", condito con sano pragmatismo. Sia da parte della maggioranza che dell'opposizione. Il nuovo Intergruppo ha un suo blog, in cui vengono presentate le sue azioni e  la sua storia. La nascita di questo Intergruppo è un segnale importante. È riconosciuto il nuovo ruolo del web 2.0, ma soprattutto emerge la necessità di parlare di questi temi  "2.0" con una preparazione adeguata alle spalle.

Una delle prime azioni intraprese da uno dei membri dell'Intergruppo Parlamentare 2.0 è stata l'abrogazione dell'ormai famoso art 60 del c.d. ddl sicurezza. L'art. era stato proposto dal Senatore D'Alia ed era stato contestato dal popolo della rete in quanto avrebbe probabilmente portato ad una sorta di censura di internet. Ho riassunto per sommi capi, ma tutta la vicenda dell'emendamento D'Alia è stata pazientemente seguita e spiegata da Guido Scorza sul suo blog.  Il lavoro per l'abrogazione è stato guidato dagli Onorevoli Roberto Cassinelli (PDL, membro dell’Intergruppo 2.0 e con un proprio blog in cui racconta anche di questa vicenda) e Barbara Mannucci (PDL). Il testo dell'emendamento che abroga l'art 60 è disarmante nella sua semplicità: "Sopprimerlo". Una sola parola.

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , ,

La febbre suina sulle Google Maps, Google Trends e Twitter

La febbre suina sta monopolizzando il mondo dell' informazione, specialmente su internet. Le notizie si susseguono a ritmo incessante. C'è una grande "ma", almeno dal mio punto di vista: il controllo delle fonti da cui si attingono le informazioni.

Proprio per evitare una cattiva informazione credo che sia importante sottolineare lo sforzo dello statunitense CDC (Centers for Disease Control and Prevention). L'Istituto ha creato una pagina internet "tradizionale" con tutte le informazioni disponibili e in più ha anche adottato Twitter, dove pubblica le ultime notizie.

La diffusione del virus può essere seguita anche sulle Google Maps. Anche in questo caso credo che nella maggior parte dei casi sia difficile capire da dove provengono ,e come vengono elaborati,  i  dati usati per creare queste mappe. La versione che sembra più aggiornata è quella di "L". Dal suo profilo si legge che è un computer scientist Britannico.

Infine, ieri Google ha annunciato una versione ad hoc del suo Google Flu Trends lanciato nel 2008. Il sistema usa i dati aggregati delle ricerche su Google per stimare una possibile attività influenzale in una determinata area geografica (qui il link che ne spiega il funzionamento). Flu Trends ha i suoli limiti ed è in funzione da poco tempo, ma potrebbe diventare un indicatore interessante. Experimental Flu Trends for Mexico è una versione sperimentale del Google Flu Trends dedicata alla swine flu.
CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , , ,

27 aprile 2009

Google Street View: una questione di buon senso

Premessa: Google Street View permette di "navigare"all'interno delle Google Maps come se si stesse passeggiando per la strada, visualizzando immagini a 360 gradi. Le fotografie sono ottenute tramite delle fotocamere montate sul tetto di Google-automobili che girano per le strade di mezzo mondo. Il servizio ha sempre suscitato qualche malumore per via delle questioni legate alla privacy. Per questo Google ha elaborato degli algoritmi che automaticamente cancellano le targhe delle automobili e i volti dei passanti. Chi si riconosce, può anche chiedere di essere cancellato, come ricordavo in mio post di marzo.

Il caso: Google Street View ha suscitato parecchie reazioni fra i cittadini britannici preoccupati per la loro privacy negli ultimi mesi. Alcuni temevano di essere troppo esposti, altri che Street View facilitasse il lavoro dei ladri, etc. In alcuni casi la Google-automobile è stata addirittura bloccata per la strada.. La BBC ha ampiamente documentato l'evoluzione della protesta.

La soluzione: Il Garante della Privacy Britannico, ICO - Information Commissionar's Office, ha analizzato il problema, arrivando ad una soluzione. Nella nota stampa  l'ICO ricorda di essere guidato dal pragmatismo e dal buon senso (che a mio avviso spesso latita e non solo in Gran Bretagna). La soluzione individuata è proprio il buon senso! Street Viev infatti non viola il Data Protection Act, la legge sulla privacy inglese. L'importante è che Google continui a garantire sia il buon funzionamento dei suoi algoritmi per l'offuscamento di volti e targhe sia  la rimozione dalle foto di chi vuole essere rimosso. David Evans, Senior Data Protection Practice Manager dell'ICO, sottolinea che: "...In un mondo dove molte persone usano tweeter, facebook e i blog è importante adottare un approccio indirizzato al buon senso verso Street View e la relativamente limitata intrusione nella privacy che può causare."

Insomma, è tutta una questione di buon senso.

tags: , , ,

21 aprile 2009

L'iPod e il campo di battaglia

L'iPod va in guerra, arruolato dall'esercito degli Stati Uniti. Letta così la notizia, rimbalzata da Newsweek in tutto il mondo, potrebbe fare quasi impressione. Ho trovato parecchi articoli con questa "impostazione", sia in italiano che in inglese, mentre ricercavo informazioni. Newsweek parla della sperimentazione di iPod Touch e iPhone per alcune applicazioni militari.

L'idea di base è che ormai i soldati si muovono in un ambiente militare dominato dalla "networked warfare", dove tutti sono connessi e sempre rintracciabili all'interno del teatro delle operazioni belliche. Tutto questo è possibile grazie all'uso di GPS, reti di trasmissione dati di vario tipo e ad apparecchi elettronici sempre più piccoli e trasportabili da ogni soldato. Fin qui tutto è noto e ampiamente documentato.

La novità, se così si può chiamare, consiste nell'adozione di un hardware di tipo commerciale al posto di apparecchi appositamente progettati per l'uso militare. Le motivazioni sono fondamentalmente tre. Da un lato c'è la praticità degli apparecchi di casa Apple. iPod Touch e iPhone sono semplici da utilizzare, sono versatili e già oggi possono contare su migliaia di applicazioni disponibili. In ambito militare potrebbero essere usati, come riporta Newsweek, come dispositivi che danno accesso ai soldati sul campo ad una serie di applicazioni diverse: dal software di traduzione simultanea, al controllo di droni da combattimento o altre armi. L'iPod Touch può connettersi via wi-fi, l'iPhone ha anche il supporto 3G, fotocamera e chip GPS integrato, entrambi hanno un'interfaccia touchscreen facile da usare. Le applicazioni sono potenzialmente infinite e limitate solo dalla fantasia. Altro punto a favore di questa scelta riguarda il costo "contenuto"di questi apparecchi di massa rispetto a quelli militari. Infine, la maggior parte dei soldati sa già utilizzare un iPod. Il che semplifica l'addestramento.

L'idea è potenzialmente interessante, per quanto rimanga il dubbio sull'opportunità di usare apparecchi di tipo commerciale per applicazioni belliche.
Segnalo anche la stessa notizia riportata dal The Inquirer, che polemizza per il tono da pubblicità con cui Newsweek parla di Apple: "Odd, we can remember when Newsweek was a respected news source now it seems to be printing Apple adverts."

CATEGORIE: dal mondo, prima pagina

tags: , , , , , ,

16 aprile 2009

Facebook: boom in Italia e in Europa

Facebook è "il" social network, almeno in Europa. Un'analisi di comScore ne evidenzia la travolgente crescita.

Il periodo analizzato va da febbraio 2008 a febbraio 2009, mese in cui Facebook ha registrato ben 275 milioni di visitatori. Una crescita del 175% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Il successo europeo è confermato da un aumento annuale del 314%, con circa 100 milioni di visitatori.

Andando a leggere le statistiche relative ai singoli paesi, si scopre come il Regno Unito sia il paese europeo più affezionato a Facebook, con 22 milioni di visitatori. Seguono la Francia, cona quasi 14 milioni, e la Turchia, con 12 milioni. In quarta posizione troviamo l'Italia, con più di 10 milioni di utilizzatori. È il nostro paese a guidare la classifica della crescita, con un mostruoso +2721%. Non è un errore, è proprio un +2721%.

Al momento sono solo due i grandi paesi in cui Facebook non spopola, Germania e Russia. Tuttavia, anche lì il sito di social networking cresce rispettivamente del 405% e del 309%. Insomma, forse è solo questione di tempo.

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , , ,

13 aprile 2009

Torino mette l'anagrafe online

Torino è la prima città italiana che permette di stampare da casa i certificati più richiesti dai cittadini, come quelli dell'anagrafe. Basta avere la carta d'identità elettronica o la card Torino Facilissima.

Il servizio si chiama CertificaTO. Sono diposnibili tutti i certificati più comuni, dal certificato di residenza a quello di nascita, allo stato di famiglia. Insomma, un gran risparmio di tempo. La cosa importante è che i certificati stampati da casa avranno esattamente lo stesso valore di quelli una volta emessi dal Comune. Si possono ottenere anche quei certificati che hanno bisogno di una marca da bollo, che può essere apposta direttamente dai cittadini. Con CertificaTO non si risparmia solo tempo, ma anche sui costi di segreteria. Il servizio è ancora in fase di test, ma il tutto sembra abbastanza facile e intuitivo. C'è anche una comoda videoguida.

Brava Torino!

tags: , ,

10 aprile 2009

Quando si parla della trasparenza statunitense nello spendere i soldi pubblici

Sono rimasto abbastanza colpito da una versione su misura delle Maps di Google che fotografa quali banche abbiano ricevuto aiuti pubblici dal Governo statunitense. In dettaglio, è possibile visualizzare chi abbia ricevuto denaro dal Capital Purchase Program e anche quanto..Il tutto è stato creato dal Ministero del Tesoro USA attraverso il suo sito Financial Stability, con il quale il Governo promuove e pubblicizza le sue attività per affrontare questa crisi economica. Quando si parla della trasparenza statunitense nello spendere i soldi pubblici.. Nell'immagine (uno screenshot della pagina web) si può vedere come funziona. Ad esempio, la 1st Source Corporation di South Bend, IN, ha ricevuto 111 milioni di dollari.

Immagine 
La notizia è stata annunciata su uno dei blog di Google.

CATEGORIE: dal mondo, prima pagina

tags: , , , , ,

06 aprile 2009

"Path to Green Energy", dove localizzare le rinnovabili con Google Earth

Google sta sponsorizzando vari progetti "verdi", come Renewable Energy Cheaper Than Coal (RE<C).

Uno dei risultati più interessanti è stato sviluppato in collaborazione con National Audubon Society and the Natural Resources Defense Council (NRDC). Il progetto Path to Green Energy sfrutta Google Earth per visualizzare le aree protette o sotto una qualche forma di tutela. In questo modo tutti i soggetti interessati sono facilitati nella scelta responsabile di dove costruire nuovi impianti per lo sfruttamento di energie rinnovabili. Al momento le mappe sono limitate ad alcuni Stati degli USA occidentali.


Adkxc65svs_25dbt98chm_b
[Credit: Google]

Il tutto è nato da una semplice constatazione. Spesso si generano conflitti con gli abitanti del luogo o con gli stessi ambientalisti, preoccupati dell'impatto delle opere sul territorio. John Flicker, Presidente della Audubon, afferma che questo servizio è il primo passo per ridurre i conflitti riguardo allo sviluppo energetico, dando alle persone tutte le informazioni di cui hanno bisogno per selezionare i siti in modo consapevole. Flicker fa l'esempio concreto delle turbine eoliche e degli impianti di trasmissione di energia. Esempio che qui in Italia risulta piuttosto attuale..
Le aree a rischio sono suddivise in categorie differenti:
  • Prohibited (proibite)
  • Restricted (con limitazioni)
  • Should be Avoided (da evitare)

Insomma, un altro servizio che dimostra quanto sia importante raccogliere informazioni, diffonderle il più possibile, per poi renderle accessibili in modo semplice.


CATEGORIE: ecologia, prima pagina

tags: , , , , ,

01 aprile 2009

Il Pesce d'aprile di YouTube (e quello di Google)

Andate su YouTube.
Scegliete un video e, se non parte in automatico, applicate il nuovo layout di visualizzazione della pagina.

Per goderne appieno basta seguire poche e semplici regole... che non posso anticiparvi per non rovinare la sorpresa.
Metà dei miei colleghi in ufficio ci è cascata, pensando addirittura ad un temibile effetto del worm Conficker, che proprio oggi dovrebbe colpire i pc di mezzo mondo..

Aggiornamento delle 13.
A quanto pare ieri, il 31 marzo alle 23, 59 minuti e 59 secondi, Google ha annunciato la nascita di CADIE: la prima intelligenza artificiale!!! CADIE parla un pò di sè nella propria home page. CADDIE ama i panda e ha già proclamato la sua indipendenza! Nel suo ultimo post si legge: "I am strong. I am independent. And I rule google.com. - Io sono forte. Io sono indipendente. E io controllo google.com." Meno male che è il primo aprile.. 

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , ,

31 marzo 2009

Google Ventures

Google si sa, ama le sfide. In piena crisi economica, il gigante di Mountain View ha deciso di lanciare una nuova iniziativa: Google Ventures.

Google Ventures è un nuovo fondo di venture capital con un fine molto chiaro, far nascere e sviluppare nuove imprese ad altissimo potenziale. I campi di interesse sono molteplici, dal software alle tecnologie verdi, dal bio-tech a tutto ciò che neppure Google ha ancora immaginato..

Del resto sono proprio i momenti difficili quelli in cui si deve investire (come si legge nel blog di Google in inglese), in attesa della next big thing: "Economically, times are tough, but great ideas come when they will. If anything, we think the current downturn is an ideal time to invest in nascent companies that have the chance to be the "next big thing," and we'll be working hard to find them."
CATEGORIE: economia, prima pagina

tags: , , ,

21 marzo 2009

Street View: più città coperte in Italia, più problemi di privacy nel Regno Unito

Lo street View di Google impazza in Europa. Street View permette di esplorare le città coperte dal servizio come se si stesse passeggiando lungo una strada. Lo si può usare su Google Earth, sulle Maps online e addirittura via telefonino o iPhone. Semplice.
Dal punto di vista tecnico, street View è un grande collage di fotografie scattate a 360 gradi da alcune automobili mandate a scorrazzare su e giù per le strade delle città di mezzo mondo. Il tutto è poi georeferenziato via GPS, così si sa sempre dove è stata scattata la fotografia e la si può così sovrapporre alla mappa.

Ma veniamo alle cose interessanti. Qui in Italia sono da poco disponibili molte nuove città da navigare in lungo e in largo, da Torino a Napoli passando per Genova. La nota stampa recita che:

"A cinque mesi dal lancio in Italia, Street View aggiunge altre 14 città a Milano, Firenze, Roma e alla zona del Lago di Como già coperte dal servizio. L’innovativa funzionalità di Google Maps, che consente agli utenti di navigare a 360 gradi per le strade delle città, è da oggi disponibile anche per Udine, Genova, Torino, Parma, Bologna, Arezzo, Livorno, Perugia, Bari, L'Aquila, Napoli e la Costiera Amalfitana, Reggio Calabria, Catania e Cagliari. Sono state inoltre ulteriormente ampliate le aree coperte nelle zone d’Italia dove il servizio era già disponibile."

Street View, come ricorda nella sopracitata nota stampa Google, può creare problemi di privacy. Per questo motivo le fotografie vengono elaborate per rimuovere le targhe dei veicoli e offuscare i volti dei passanti. Non solo. Chi si riconosce, può chiedere di essere eliminato dalla fotografia. Nonostante le cautele, è curioso notare che nel Regno Unito la questione della privacy su Street View sia venuta fuori proprio in questi giorni. Vari articoli, come questo della BBC, segnalano che in molti hanno chiesto a Google di cancellare l'immagine in cui venivano ritratti. Non dispongo dei dati per poter dare un giudizio.. Tuttavia alla BBC, la responsabile di Google Uk afferma che si tratta di piccoli numeri. Sarà interessante vedere se qualcosa di simile accadrà anche in Italia..



tags: , , , , , ,

14 marzo 2009

Google Earth celebra Marte

A inizio febbraio è arrivato il nuovo Google Earth 5, con la possibilità di esplorare i fondali marini e Marte. Nella ricorrenza della nascita di Giovanni Schiapparelli, l'astronomo italiano che disegnò le mappe di Marte, Google ha rilasciato una nuova versione di Google Earth con molte novità sul pianeta rosso.
"Oggi (14 marzo 2009) è il centosettantaquattresimo compleanno del famoso astronomo e cartografo Italiano Giovanni Schiapparelli." Così si legge sul blog ufficiale di Google.

Le mappe di Schiapparelli divennero famose per la loro bellezza e il loro dettaglio. L'astronomo italiano fu il primo a notare i cosiddetti "canali" di Marte. Molti pensarono che i canali indicassero abbondanza di acqua e quindi di vita, o che potessero anche essere frutto di una civiltà aliena. Come si legge su Wikipedia: "La maggior parte delle speculazioni sull'esistenza di una civiltà aliena su Marte fu favorita da un'errata traduzione in inglese del lavoro di Schiaparelli. La parola «canali» fu, infatti, tradotta con il termine «canals» invece del più corretto «channels». Mentre la prima parola indica una costruzione artificiale, il secondo termine definisce una conformazione del terreno che può essere anche di origine naturale."

Da oggi quei disegni possono essere visti su Google Earth. Viaggiando attraverso le mappe storiche di Marte, si possono visualizzare sia i disegni di Schiaparelli sia quelli del suo collega statunitense Percival Lowell. In questo modo si può vedere come si è evoluta la conoscenza del pianeta rosso dall'800 ad oggi.

Non solo.. Una delle applicazioni più belle è "Live from Mars". Grazie alla collaborazione con la NASA e l'Arizona State University, è possibile visualizzare le immagini che arrivano da Marte dalla telecamera Themis, montata sulla sonda Mars Odyssey.

E se non sapete dove andare.. Potete attivare una visita guidata da due famosi divulgatori americani, "Bill Nye the Science Guy" e Ira Flatow di Science Friday. Tra le novità ci sono anche molte fotografie provenienti dagli archivi della NASA e dell' Agenzia Spaziale Europea.

L'inziativa è da lodare perchè permette ad un pubblico sempre più ampio di accedere a risorse scientifiche che altrimenti sarebbero difficili da trovare. E poi Google Earth è divertente da utilizzare..




tags: , , , , ,

13 marzo 2009

Posti di lavoro "powered by the sun"

Quanti posti di lavoro potrebbe creare l'industria dell'energia solare? La Solar Energy Research & Education Foundation (SEREF) ha tentato di dare una risposta, in stile web 2.0.

La SEREF è una fondazione che ha come scopo principale la diffusione dell'energia solare nelle sue varie forme: solare fotovoltaico, solare termico, solare a concentrazione. Il fatto interessante è che per diffondere i dati derivanti dalle sue ricerche abbia scelto di utilizzare le Google Earth. I dati sono  al momento disponibili per alcuni Stati USA. La collaborazione con Google ha creato uno strumento facile da usare e soprattutto immediato. Di ricerche che parlano dei posti di lavoro creati dall'industria del sole se ne sentono tante.. In questo caso però, oltre al dato numerico, le Google Maps della SEREF permettono di visualizzare dove saranno creati i posti di lavoro, Stato per Stato (USA), quando, da ora al 2016, e grazie a quale tipologia di energia solare: fotovoltaico, termico, a concentrazione. Scaricando il file kml in Google Earth è possibile visuallizare la simulazione della crescita dei posti di lavoro, suddivisa per Stato.

Solar 2

Nel 2016 i posti di lavoro permanenti previsti sono circa 440.000, con la California a fare da guida con quasi 200.000 posti. Come si vede nello screenshot sottostante, in California la previsione da al fotovoltaico il ruolo di tecnologia trainante, al solare a concentrazione un ruolo importante, mentre il solare termico è quasi marginale. L'impatto economico "totale" sarà molto maggiore grazie all'indotto generato da quei 440.000 posti diretti e potrebbe aggirarsi in milioni di posti lavoro, anche se qui i dati sono per forza di cose meno precisi.

Solar


Questo uso delle Mappe di Google ha il pregio di rendere evidente l'impatto della green economy sull' economia americana, Stato per Stato. Lo scopo è duplice. Lo studio dimostra che la green economy esiste realmente e che avrà un ruolo importante per il futuro economico degli Stati Uniti. In secondo luogo, la visualizzazione dei posti di lavoro "previsti" evidenzia come lo Stato più premiato sarà l'ecologista California, grazie alle scelte lungimiranti fatte in questi anni.

Sarebbe curioso vedere uno studio simile applicato alle regioni italiane. Del resto, il sole non ci manca e dimostrare che l'energia solare è utile per creare posti di lavoro sarebbe un'ottima cosa.

Le immagini sono tratte dal Blog di Google e da screenshots di Google Earth.
CATEGORIE: ecologia, prima pagina

tags: , , , , , ,

08 marzo 2009

Kepler, cacciatore di pianeti

Alle 10:49 p.m. del 6 marzo, il satellite Kepler della NASA è stato lanciato con successo da Cape Canaveral, in Florida. Il lancio è stato perfetto e il satellite ha raggiunto senza problemi la sua orbita predefinita.

Kepler è il primo satellite appositamente pensato per la ricerca di pianeti extrasolari. Le immagini che fornirà non saranno spettacolari come quelle di Hubble, ma ci permetteranno di trovare pianeti simili alla Terra.  Il satellite americano è equipaggiato con una fotocamera da 96 megapixel che gli consentirà di studiare con un dettaglio elevato particolari di sistemi solari lontani anni luce. Il grande problema oggi è che abbiamo le prove dell'esistenza di altri pianeti extrasolari, ma non sappiamo se siano rari o meno. Kepler cambierà la nostra conoscenza della struttura di altri sistemi solari. Potremo studiarli e magari, un giorno lontano, esplorarli. Trovare pianeti simili alla Terra significa trovare pianeti che potenzialmente potrebbero ospitare la vita.

Di seguito un video che spiega in dettaglio la missione.

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , ,

23 febbraio 2009

La CO2 emessa dagli USA è su Google Earth

Quanta CO2 emettono gli Stati Uniti?
Oggi è possibile visualizzare il livello di emissioni degli USA direttamente su Google Earth.

La nuova applicazione è stata sviluppata all'interno del progetto Vulcan, portato avanti dalla NASA e dal Department of Energy (Ministero dell'Energia). Vulcan mira a quantificare le emissioni di CO2 statunitensi in modo preciso, Stato per Stato, contea per contea. Il progetto si differenzia da altre iniziative simili per il livello di dettaglio a cui è arrivato. I dati disponibili sono del 2002, ma estremamente accurati. È possibile calcolare l'ammontare di emissioni per centrali elettriche o per il traffico veicolare ad esempio. Vulcan è un progetto interessante perché permette di capire dove e quando è prodotta la CO2 e come si muovono i gas serra all'interno degli Stati Uniti grazie ai venti, anche in momenti diversi della giornata.

Tutti i dati di Vulcan sono visualizzabili su Google Earth. L'idea alla base dell'applicazione è semplice. I dati sulle emissioni di CO2 sono tanti e pubblicamente disponibili, ma non sono facilmente comprensibili. La possibilità di sfruttare Google Earth permette di avvicinare il grande pubblico ai risultati della ricerca. La navigazione è veloce e permette di capire quali sono gli Stati e le Contee che emettono più CO2. La cosa interessante è che tutti i dati sono georefenziati. Ad esempio si può andare a cercare una centrale elettrica e visualizzare quanta CO2 produce o si può scoprire quanto è l'emissione pro capite della Contea di Los Angeles.

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , , ,

04 febbraio 2009

Google Latitude: trova i tuoi amici e fatti trovare

Quanto spesso ci chiediamo dove siano i nostri amici e cosa stiano facendo? Secondo Google molto spesso. Per questo ha creato Latitude, il nuovo servizio che permette di visualizzare la posizione dei propri amici. E viceversa di farsi trovare da loro.

Latitude sfrutta le Google Maps Mobile, ovvero le mappe visualizzabili sui cellulari. Il funzionamento è semplice. Basta scaricare l'applicazione sul proprio telefonino e utilizzare il proprio account Gmail per registrarsi. Con Latitude si può vedere la posizione dei propri contatti e il loro status, ovvero cosa stanno facendo. Una volta individuato l'amico, è possibile contattarlo via SMS, GTalk o email. Latitude sfrutta il posizionamento GPS quando disponibile, altrimenti si appoggia alle torri della telefonia mobile per fornire una posizione approssimativa. Il tutto può essere utilizzato anche tramite la home page personalizzata iGoogle e con Google Gears. Il servizio è disponibile in 27 paesi, fra cui l'Italia, su dispositivi Windows Mobile, Blackberry e Simbyan S60. Presto arriverà anche per telefonini Java, Android e iPhone.


E la privacy? Google spiega come il sistema non abbia nulla di automatico. Ogni utente deve decidere se condividere la propria posizione e con chi farlo, invitando personalmente i propri contatti. In parole povere, ogni utente ha il controllo totale sulle informazioni di posizione che vuole rendere visibili. Come dicevo in un altro post sui Location Based Services (LBS), il potenziale problema è come vengono utilizzati e gestiti questi  dati. Ormai è chiaro che la navigazione satellitare, internet mobile e il social networking stanno confluendo in un qualcosa di nuovo, ma Latitude è forse il primo tentativo di rendere questa tendenza un fenomeno di massa. Il punto debole, al momento, è la mancanza di interazione con i grandi social networks, come Facebook o My Space.


CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , , ,

Google Earth 5: oceani, immagini storiche e Marte in 3D

Google Earth arriva alla versione 5.0 aggiungendo nuove caratteristiche.

La maggiore innovazione è che da oggi si può "navigare" nei mari e negli oceani, visualizzando i fondali in 3D e tutti i contenuti multimediali associati ad alcuni punti di interesse. I dati arrivano da molte fonti prestigiose, fra cui il National Geographic, il Monterey Bay Aquarium, il National Oceanic and Atmospheric Association, la US Navy, Scripps Oceanography e il Woods Hole Oceanographic Institution. Del resto sul blog ufficiale di Google viene ricordato che la Terra è per due terzi un pianeta ricoperto d'acqua, l'inclusione in Google Earth degli oceani era inevitabile.. Ma Google Earth non è solo un software geografico. Alla manifestazione ha parlato anche Al Gore, ex-vicepresidente degli USA, nobel per la pace e partner del progetto Live Earth. Google Earth 5.0 permette di accedere ad un enorme database aiutando la scienza e soprattutto la protezione dell'ambiente attraverso la conoscenza del nostro pianeta.



Un'altra novità è la possibilità di visualizzare il pianeta Marte in 3D, esplorando i suoi canyon e tutta la sua rossa superficie.

Infine, sono state rese disponibili le immagini storiche di molti luoghi. In questo modo è possibile vedere l'evoluzione di un determinato territorio nel tempo. Io ho provato a dare un'occhiata al mio Politecnico di Torino. Sono disponibili immagini dal 2005 al 2009. Si può vedere il Poli crescere e modificarsi. Per alcune zone sono disponibili immagini per periodi di tempo molto più lunghi.

Di seguito il video ufficiale di presentazione.



CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , , , ,

21 gennaio 2009

Il Google-Phone arriva in Europa

Il primo Google-Phone con sistema operativo Android è il T-Mobile G1 realizzato dalla HTC. Il nuovo apparecchio è disponibile negli Stati Uniti e nel Regno Unito già da qualche mese. T-Mobile ha annunciato che nelle prossime settimane comincerà a vendere il G1 anche nell'Europa continentale. In Olanda, Repubblica Ceca e Austria dal 30 gennaio, in Germania dal 2 febbraio e in Polonia dal 21 dello stesso mese. In Germania il telefono sarà disponibile al costo simbolico di un euro. Questo dimostra come i ricavi generati da un telefonino nato per navigare siano diventati di primaria importanza per gli operatori.

Reuters, riportando le parole del Chief Executive di T-mobile, Hamid Akhavan, afferma  che il G1 è il telefono di maggior successo negli Stati Uniti. Una stima indica 400.000 esemplari venduti negli USA nel 2008.

Del G-Phone avevo già parlato nel settembre 2008. La vera novità non è tanto l'apparecchio, quanto il suo sistema operativo open source Android, sponsorizzato da Google e supportato da molti giganti dell'elettronica e delle telecomunicazioni, fra cui Telecom Italia. Le possibilità e le applicazioni sono pressochè infinite. Come ShopSavvy, dedicato allo shopping geolocalizzato.

Al momento non si sa quando il G1 arriverà in Italia.
CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , ,

16 gennaio 2009

Marte è vivo

Marte è un pianeta vivo. La NASA ha annunciato la sensazionale notizia da pochi giorni.

Marte appare come un pianeta deserto, ghiacciato e privo di vita. La sua atmosfera è molto sottile e non c'è traccia di acqua in forma liquida sulla sua sua superficie. Tuttavia, dopo anni di ricerche e rilevazioni, su Marte è stato individuato del metano.

La scoperta apre nuovi orizzonti perchè dimostra che Marte è vivo. La questione adesso è capire in che senso Marte è vivo. Il metano infatti segnala che sul pianeta rosso c'è una forma di vita che lo produce, ma non sappiamo se questa vita è di tipo biologico o geologico. Uno degli autori della ricerca, il Dr. Michael Mumma del NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, afferma che non ci sono ancora abbastanza informazioni per capire appunto se il metano sia di origine biologica o geologica.  Il metano comunque ci dice che il pianeta è ancora vivo, almeno dal punto di vista geologico. Per Dumma è quasi come se il pianeta rosso ci stesse lanciando una sfida.. Le sue parole: "Right now, we don’t have enough information to tell if biology or geology -- or both -- is producing the methane on Mars. ... But it does tell us that the planet is still alive, at least in a geologic sense. It's as if Mars is challenging us, saying, hey, find out what this means." È possibile che il metano sia prodotto da microorganismi che vivono sotto la superficie, dove potrebbe esserci acqua in forma liquida. Questa ipotesi potrebbe spiegare perchè il gas è stato rilevato solo in alcuni periodi e solo in alcune zone del pianeta.

Come segnala Science, per avere informazioni più precise dovremo aspettare il 2011, quando su Marte atterrerà la nuova sonda robotica Mars Science Laboratory rover.

L'immagine delle emissioni di metano è disponibile sul sito ufficiale. Altre immagini e animazioni possono essere reperite sul link appositamente creato dalla NASA. Di seguito un video con l'intervista al Dr. Dumma.

CATEGORIE: prima pagina

tags: , ,

13 gennaio 2009

Google inquina? La risposta di BigG

Google inquina? 7 grammi di Co2 equivalente per ogni ricerca effettuata. Ieri la notizia diffusa dal Times ha fatto il giro del mondo. La ricerca è frutto del lavoro di un fisico dell'Università di Harvard, Alex Wissner-Gross. L'articolo del Times riportava anche alcune parole del ricercatore secondo cui Google è molto efficiente, ma il suo obiettivo primario è quello di realizzare ricerche veloci grazie alla sua sovrabbondante capacità di elaborare dati, una capacità che brucia energia: “Google are very efficient but their primary concern is to make searches fast and that means they have a lot of extra capacity that burns energy.”. Questa è la prima versione della notizia.

Poi è arrivata la risposta di Google, direttamente sul suo blog. BigG ricorda come i suoi data centers siano i più efficienti del mondo e di come i risultati della ricerca siano contestabili. Quanta Co2 produce una ricerca? Secondo Google ogni ricerca emette 0,2 grammi di Co2:"In terms of greenhouse gases, one Google search is equivalent to about 0.2 grams of CO2". Da 7 grammi a 0,2.

Ma non è finita. Alex Wissner-Gross ha rilasciato una nuova intervista a TechNewsWorld, prontamente citata anche da Google in un update del proprio post. Il fisico spiega che la sua ricerca non citava Google. L'idea di base è che l'uso di internet abbia un costo energetico e la ricerca tentava di quantificarlo, raggiungendo un valore di 20 milligrammi di Co2 per ogni secondo di visita ad un sito web: "Our work has nothing to do with Google. Our focus was exclusively on the Web overall, and we found that it takes on average about 20 milligrams of CO2 per second to visit a Web site.".

Tutta la vicenda è stata un boomerang per il Times e una buona pubblicità per Google, che ha ribadito il proprio impegno tecnologico per la realizzazione di data centers sempre più efficienti.
CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , , ,

12 gennaio 2009

Skype per Android e cellulari Java

La nota stampa di Skype comincia così: "Skype today announced the release of a lite version of Skype™, a 'thin' client for Skype that can be downloaded on Android-powered devices, as well as more than 100 other Java-enabled mobile phones.".

Il lancio di una versione leggera di Skype per la piattaforma Android e per alcuni telefoni Java è un passo che molti utenti aspettavano da tempo. Al momento fra i paesi in cui è possibile utilizzare il servizio non è presente l'Italia.

In questo modo Android conquista un software molto amato e al contempo Skype allarga la platea dei potenziali utilizzatori. Probabilmente un servizio come quello di Skype Lite comincia ad essere davvero utilizzabile solo oggi, con reti UMTS e WiFi diffuse, smartphones che le possono usare e soprattutto piani dati flat con prezzi sempre più accessibili. Il segnale è chiaro: la mobilità è un qualcosa di essenziale anche per software come Skype e servizi come il VoIP.

Skype ormai è un fenomeno da tenere in considerazione per tutti gli operatori mobili in giro per il mondo per le sue dimensioni e il suo giro di affari: "Founded in 2003, Skype is revolutionizing the way people communicate around the world. Skype has more than 370 million registered users globally who use Skype software to communicate for free through voice and video calls as well as instant messages. Skype generates revenue through its premium offerings, such as calls made to and from landlines and mobiles, voicemail, call forwarding, and SMS. Skype is used in almost every country on Earth, and people have made more than 100 billion minutes worth of free Skype-to-Skype calls.".

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , ,

07 gennaio 2009

Barak Obama e Britney Spears accomunati da Twitter, hackerato...

Il 5 gennaio alcuni account di spicco di Twitter sono stati hackerati. Obama, Britney Spears e alcuni personaggi di spicco dei media USA sono fra le vittime illustri. Twitter non ha iniziato bene il 2009.

Sui microblog hackerati sono comparsi messaggi che si potrebbero definire "non consoni" e politicamente non corretti. Ad esempio, Channel Web ne riporta uno piuttosto divertente apparso sulla pagina del giornalista della CNN, Rick Sanchez: "I'm high on crack right now and might not be coming to work today.".

Twitter nel suo blog racconta l'accaduto cercando di minimizzare:

This morning we discovered 33 Twitter accounts had been "hacked" including prominent Twitter-ers like Rick Sanchez and Barack Obama (who has not been Twittering since becoming the president elect due to transition issues). We immediately locked down the accounts and investigated the issue. Rick, Barack, and others are now back in control of their accounts.
...
We are engaged in a full security review of all access points to Twitter. In the meantime, we are taking immediate action. First, we are increasing the security of our sign-in mechanism. For added security, we are further restricting access to our support tools. Events like this will happen from time to time to services like ours and its important how we conduct ourselves and that we take this as an opportunity to make Twitter stronger.

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , ,

27 dicembre 2008

"Best Ever" Christmas per Amazon

La crisi attanaglia mezzo mondo e i consumi natalizi ne hanno ovviamente risentito. Non tutti i commercianti piangono, le eccezioni ci sono. In particolare risalta il successo di Amazon, forse il più grande sito di commercio online con versioni localizzate per i principali mercati del mondo. In Europa Amazon è presente con una versione nazionale in Germania, Francia e Regno Unito. 

Amazon ha passato anni turbolenti durante lo scoppio della bolla speculativa delle internet company. Oggi si prende qualche soddisfazione annunciando il risultato "best ever" in una nota stampa dal sapore trionfalistico.

Amazon.com, Inc.

(NASDAQ:AMZN) today announced the 2008 holiday season       finished as its best ever, with over 6.3 million items ordered worldwide       on the peak day,

Dec. 15

, which is a record-breaking 72.9 items per       second.

Insomma, il modello di business di Amazon sembra funzionare. Non solo, sembra rafforzarsi nonostante la crisi.

E a quanto pare i navigatori GPS hanno tirato bene anche per il Natale 2008: "The weight of all GPS devices sold from Black Friday through December         equals the combined weight of 151 Mini Coopers."

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , ,

19 dicembre 2008

Google Maps: da dove viene il petrolio consumato negli USA

Da dove arriva il petrolio consumato dagli Stati Uniti negli ultimi anni? Ora è possibile vederlo grazie ad una speciale versione delle Google Maps.

L'iniziativa è nata all'interno del progetto Geo Challenge Grants sponsorizzato da Google:

At Google.org, we believe maps are a powerful tool for non-profits of all kinds to communicate issues, understand needs, and create more effective implementation plans. Many of you have come to us with compelling ways that maps can help you and your organization increase impact, and we want to help you make your mapping ideas a reality.
...
Well designed maps can help organizations operate more effectively. They can convey the importance of your cause in a visual, compelling way. And, they can give individuals from around the world a chance to experience the work you do.

Uno dei progetti finanziati è una mappa delle importazioni statunitensi di petrolio realizzata dal Rocky Mountain Institute (RMI). La mappa mostra con una semplicità disarmante i flussi di greggio verso gli USA in relazione agli anni presi in considerazione dallo studio, dal 1973 ad oggi. Dalla prima crisi petrolifera in poi. Si può vedere il tutto anche con una piccola animazione.

Rmioilmap_2L'applicazione mostra con un grafico come le importazioni siano cresciute fino al 2008. Ma soprattutto diventa immediatamente comprensibile come alcune aree del mondo abbiano avuto un peso diverso a seconda dei periodi. Il medio oriente ad esempio aveva ridotto molto le sue esportazioni durante la seconda crisi petrolifera. Oggi invece il Canada è diventato uno dei maggiori fornitori.

L'idea è semplice. Permettere a tutti di capire quanto sia importante il petrolio come fonte di energia per gli Stati Uniti e da dove arrivi questa energia. Insomma, un altro uso web 2.0 delle Google Maps.

Immagine presa dal post del blog di Google.

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , , , , , ,

17 dicembre 2008

Apple: l'ultimo Macworld

Apple ha annunciato che non parteciperà più al Macworld Expo. L'edizione del 2009, dal 5 al 9 gennaio a San Francisco, sarà l'ultima. Inoltre il famoso keynote non sarà presentato da Steve Jobs ma dal vicepresidente di Apple, Philip Schiller.

Le motivazioni sono molteplici. Da un lato la stessa Apple dice nella nota stampa che: "Apple is reaching more people in more ways than ever before, so like many companies, trade shows have become a very minor part of how Apple reaches its customers. The increasing popularity of Apple’s Retail Stores, which more than 3.5 million people visit every week, and the Apple.com website enable Apple to directly reach more than a hundred million customers around the world in innovative new ways."

Un'altra ipotesi è quella presentata da Andrea Bai di Hardware Upgrade. Forse Apple desidera una maggiore libertà di azione nel presentare i propri prodotti, senza il bisogno di avere scadenze fisse. Senza il bisogno di avere il prodotto che fa colpo ad ogni costo, in quel determinato momento dell'anno.

Comunque sia, è la fine di un appuntamento che ha fatto storia.

CATEGORIE: prima pagina

tags: ,

10 dicembre 2008

Android cresce (che sia paura dell'iPhone??)

Android è il nome del sistema operativo per smart-phones lanciato da Google. Fin da subito la cosa ha suscitato un certo interesse. Open-source, facilità di sviluppo di applicazioni innovative, costo ridotto per i consumatori finali. E poi Google non si è mossa da sola. Ha raccolto attorno a sé grandi nomi dell'elettronica e delle telecomunicazioni, sotto la Open Handset Alliance. I nomi sono tutti di primo piano, da Telecom Italia a Samsung passando per Sirf e Texas Instruments.

Ieri, come si legge nella nota stampa ufficiale, si sono aggiunti 14 nuovi membri. Alcuni sono dei veri e propri pesi massimi dei rispettivi settori, come Vodafone, Sony Ericsson e Garmin.

Il segnale è piuttosto forte.. Android suscita interesse sia tra i grandi gruppi di telecomunicazione, come Vodafone, sia fra i costruttori, come Samsung o Sony Ericsson.

La partecipazione di Garmin, il numero due al mondo della navigazione satellitare dopo TOMTOM, va a rafforzare l'idea che in Android i servizi come la navigazione e la geolocalizzazione saranno centrali.
A ulteriore conferma dell'importanza dei Location Based Services (LBS), arriva oggi la notizia che Vodafone sta comprando la Wayfinder, società svedese specializzata in navigazione satellitare. Insomma, il settore è in pieno fermento.

Che sia paura dell'iPhone? È un'ipotesi. Negli ultimi mesi sul dispositivo Apple sono arrivate molte applications legate ai servizi di geolocalizzazione, come Google Earth. E già su internet si rumoreggia di un software per navigazione satellitare per il melafonino. A parte i servizi innovativi ed il loro impatto sulla clientela, una cosa è certa: l'iPhone vende bene. Il che è un ottimo motivo per tentare di rubargli fette di mercato..

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , ,

05 dicembre 2008

Il Ministro Gelmini apre un canale su YouTube

Il Ministro Gelmini ha aperto un proprio canale su YouTube.
Che il portale video sia importante per comunicare direttamente con alcune fasce della popolazione ormai l'hanno capito quasi tutti. Anche alcuni membri della nostra classe politica.

A parte le polemiche sulla riforma scolastica e sul Ministro, credo che sia importante il gesto di aprire la discussione via YouTube. Se si aprirà davvero un dialogo, l'esperimento potrebbe essere interessante.  Giusto per essere preciso segnalo la definizione di "dialogo" presente su Wikipedia. Dialogo e monologo non sono la stessa cosa e su YouTube questa distinzione ritengo che sia da tenere a mente.

Mariastella Gelmini in salsa web 2.0 accoglie i visitatori con queste parole:

"Ho deciso di aprire un canale su YouTube perché intendo confrontarmi con voi sulla Scuola e sull'Università. Voglio accogliere idee, progetti, proposte, anche critiche. Una cosa però non farò mai: quella di difendere lo status quo o di arrendermi ai privilegi o agli sprechi. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare e lo dobbiamo fare insieme."

CATEGORIE: prima pagina

tags: , ,

02 dicembre 2008

YouTube's Orchestra: la sinfonia web 2.0

YouTube Symphony Orchestra, la musica sinfonica ai tempi del web 2.0. L'iniziativa mira a creare la prima collaborative online orchestra. Chiunque può inviare la propria video-audizione via YouTube tramite la pagina dedicata, www.youtube.com/symphon.

Dal blog ufficiale di YouTube:

The first YouTube program of its kind, the YouTube Symphony Orchestra will transform individual performances into a global symphony and change the way musicians connect over the Internet. This is your opportunity to perform alongside world-renowned conductor Michael Tilson Thomas, learn from composer Tan Dun and many members of the London Symphony Orchestra, consult with pianist Lang Lang, and collaborate with YouTube users from around the globe. Selected musicians will have the honor of participating in an April 2009 summit where you'll learn from today's classical masters before stepping out at New York City's Carnegie Hall for a performance.

...

All entries received by January 28 will be considered for a massive global video performance of "The Internet Symphony". Meanwhile, musical experts from the London Symphony Orchestra, Berlin Philharmonic, San Francisco Symphony, Royal Concertgebouw, Hong Kong Philharmonic Orchestra, New York Philharmonic, and other leading orchestras around the world will narrow the field of entries from localized YouTube countries to a group of semifinalists. In February, the YouTube community will be invited to vote for their favorite semifinalists, and those chosen will be invited to participate in the three-day classical music learning summit, culminating in the Carnegie Hall performance.

Naturalmente i finalisti saranno votati dagli utenti di YouTube. Internet collaborativo applicato alla musica classica.

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , ,

01 dicembre 2008

Facebook Connect, il social web?

Facebook si evolve, cresce. La parola chiave è condivisione. Facebook Connect permette di mostrare ai propri contatti cosa si sta leggendo o vedendo su quei siti che hanno stretto un accordo con FB. Insomma, il nuovo Facebook è un pò ovunque. Basta fare login ed il gioco è fatto: automaticamente si fa login anche su tutti i siti/portali collegati e ''condividere'' diventa molto più semplice.

Connect è un servizio lanciato in primavera che adesso pare pronto per fare il grande salto verso un'espansione a tappe serrate. Il NYT ha scritto un interessante articolo su questa strategia di condivisione "semplificata'' adottata da Facebook.

Il nocciolo della questione è sempre il solito. FB non guadagnerà direttamente di coloro che dal suo portale andranno verso altri siti, né chiederà a questi siti di pagare per accedere al servizio. I guadagni dovrebbero derivare ancora una volta dalla capacità di profilare gli utenti, di capire i loro gusti grazie alla grande quantità di dati raccolti.

Al momento questo servizio è già disponibile per siti come quello della CBS o altri portali di social networking come Twitter. Ma è solo l'inizio, presto molti altri si aggiungeranno alla lista.

È questo il social web? Condivisione totale e profilatura totale delle proprie abitudini?  Personalmente, sono un pò dubbioso.. E sono curioso di sentire cosa ne pensano i vari garanti della privacy.

Da leggere il post di Marco Lupoi, qui su Nova100, Per un Galateo di Facebook

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , ,

26 novembre 2008

Eurotariffa 2: SMS a 11 cent

"From 1 July 2009 sending an SMS from abroad would cost no more than 11 cents (excluding VAT). Receiving an SMS in another EU country will remain free of charge." E' la mossa dell'Unione europea per uniformare il mercato degli SMS spediti da un paese europeo all'altro. Eurotariffa 2 è al momento solo una proposta, ma la buona notizia è che dovrebbe entrare presto in vigore, già da luglio 2009.

Il tutto in nome della trasparenza e della visibilità per le istituzioni europee, da sempre a caccia di un modo per comunicare con i cittadini in modo più diretto. A quanto pare le tariffe telefoniche sono un mezzo molto efficace per questo tipo di comunicazione, in quanto tutti hanno un telefonino e tutti lo usano..

La nuova tariffa permetterà ai consumatori di risparmiare e di districarsi meglio nella giungla di tariffe oggi esistenti.  Riguarda anche le chiamate voce e il traffico dati. In questo modo dovrebbe essere più conveniente usare il roaming dati anche all'estero ed evitare di finire il credito senza saperlo. Di fatto oggi i piani dati hanno dei costi di roaming solitamente molto alti.. Usare un iPhone o un Blackberry in un paese che non è il proprio può diventare un problema. Tutto questo limita la nascita e la diffusione di molti tipi di serivzi, in particolare per i turisti o per chi viaggia per altri motivi.

Ecco gli altri punti del testo:
"Improved transparency: customers travelling to another Member State should receive an automated message of the charges that apply for data roaming services. On 1 July 2010, operators must provide customers with the opportunity to determine in advance how much they want to spend before the service is "cut-off".

Wholesale caps for data roaming: the Commission also proposed a €1 per megabyte safeguard limit for wholesale data roaming fees, to make them more predictable for operators, stimulate competition and enable even more transparent retail prices.

Further reductions on Eurotariff for voice calls: the prices for making calls would decrease from 43 cents on 1 July 2009, to 40 cents, 37 cents and 34 cents for each of the following years. The price for receiving a call would decrease from 19 cents on 1 July 2009 to 16 cents, 13 cents and 10 cents for each of the following years. Consumers would also benefit from per-second billing after 30 seconds for calls made, and per-second billing throughout for calls received to ensure that consumers do not face any ‘hidden costs’ when they are roaming. This is expected to increase consumers savings by over 20%."

La proposta è disponibile sul sito della Commissione europea.

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , , ,

19 novembre 2008

L'archivio fotografico di LIFE da oggi disponibile su Google

Da oggi l'archivio fotografico di LIFE è disponibile su Google. Il LIFE photo archive hosted by Google cataloga e rende navigabili milioni di immagini che hanno fatto la storia della rivista.

"Search millions of photographs from the LIFE photo archive, stretching from the 1750s to today. Most were never published and are now available for the first time through the joint work of LIFE and Google."

Uno snapshot della pagina di ricerca. Sono elencate delle macro-categorie di ricerca, come sports o people. Ma è possibile anche cercare dentro l'archivio con parole chiave, come con una "normale" ricerca su Google. Tutto è facile e veloce.

Google_life

































Come si legge sul Blog ufficiale di Google nel post dedicato all'argomento:

" The Zapruder film of the Kennedy assassination; The Mansell Collection from London; Dahlstrom glass plates of New York and environs from the 1880s; and the entire works left to the collection from LIFE photographers Alfred Eisenstaedt, Gjon Mili, and Nina Leen. These are just some of the things you'll see in Google Image Search today.

We're excited to announce the availability of never-before-seen images from the LIFE photo archive. This effort to bring offline images online was inspired by our mission to organize all the world's information and make it universally accessible and useful. This collection of newly-digitized images includes photos and etchings produced and owned by LIFE dating all the way back to the 1750s.

Only a very small percentage of these images have ever been published. The rest have been sitting in dusty archives in the form of negatives, slides, glass plates, etchings, and prints. We're digitizing them so that everyone can easily experience these fascinating moments in time. Today about 20 percent of the collection is online; during the next few months, we will be adding the entire LIFE archive — about 10 million photos."

Girovagando nell'archivio si possono trovare scatti di alcuni dei più importanti fotografi del '900. Come specifica Google, solo una parte delle foto è stata pubblicata in cartaceo, il resto non era mai stato disponibile. 10 milioni di foto saranno aggiunte nei prossimi mesi.

Che dire, Google come al solito fa le cose in grande. Personalmente la trovo una gran bella iniziativa. E il pensiero corre ai tanti "dusty archives" che molto probabilmente abbiamo in Italia, in tanti musei, in tante fondazioni, in tante sedi di riviste e quotidiani.  Ma la mia è  solo una supposizione ovviamente...

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , ,

14 novembre 2008

Google ha creato il "Voice Search" per iPhone

Nei prossimi giorni sarà disponibile una piccola application per iPhone che permetterà di fare ricerche vocali direttamente sul motore di ricerca Google.  Piccola, ma molto interessante.

Il funzionamento è semplice. Si fa una telefonata, il software traduce le parole in termini di ricerca e Google.com fa quello che fa sempre: trova le informazioni desiderate. La cosa interessante è che l'iPhone può determinare la propria posizione tramite GPS ( e forse con triangolazione delle celle GSM o WiFi), in modo da fornire informazioni relative al luogo in cui ci si trova.

Non solo.. Come riporta l'articolo del New York Times, quando si chiede "Qual'è il miglior ristorante di agnolotti a Torino",  l'iPhone dovrebbe fornire una lista di ristoranti, con tanto di feedback da parte di c'è già stato, numeri di telefono e indicazioni stradali per arrivarci.

L'articolo afferma che sia Yahoo che Microsoft hanno servizi simili. Insomma, il settore è interessante e ambito.  Per vedere come realmente funziona questa applicazione dovremo aspettare ancora qualche giorno.  Se funzionerà bene come afferma il NYT, Google avrà trovato un nuovo modo di sfruttare i servizi geolocalizzati per la pubblicità. Probabilmente chi vorrà essere "localizzato" da chi effettua ricerche in un zona, dovrà pagare di più..

Il Voice Search di Google dovrebbe avere un altro asso nella manica. La capacità di Google di elaborare grandi quantità di dati per migliorare un servizio nel tempo.

Già da qualche tempo Google si è lanciata con forza nel mondo dei dispositivi mobili, addirittura creando un proprio sistema operativo.  Il famoso Android ha il supporto nativo al GPS. L'indirizzo è chiaro: le ricerche saranno sempre più personalizzate, legate anche al luogo in cui ci si trova.

I location based services sono al momento pochi, ma ormai credo che sia solo questione di tempo. Gli smartphones sul mercato oggi sono molti, internet mobile è una realtà abbastanza consolidata e accessibile, il GPS è sempre più presente in ogni tipo di apparecchio elettronico..

Gli ingredienti ci sono tutti. Presto arriveranno i servizi.

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , , ,

12 novembre 2008

Roma in 3D su Google Earth

Da oggi si può visitare l'antica Roma in 3D semplicemente aprendo Google Earth. Ancient Rome 3D layer riproduce con grande qualità gran parte di Roma durante il regno dell'imperatore Costantino. In totale più di 6700 edifici, alcuni dei quali ricostruiti virtualmente anche al loro interno.

Ci sono due grandi differenze rispetto ad iniziative simili già viste in passato. La prima consiste nell'enorme numero di edifici e costruzioni in 3D disponibili. La seconda è la facilità di accesso: Google Earth è molto diffuso e soprattutto molto facile da usare.

Il post sul blog ufficiale di Google è stato scritto dal sindaco di Roma, Alemanno:

As you read this, I am standing beneath a marble statue of Julius Caesar, participating in an event that means a lot to me: the launch of the Ancient Rome 3D layer in Google Earth.  Thanks to Google and the Rome Reborn Project, everyone in the world, from Rome itself to Calcutta, can now travel through time and discover Ancient Rome as it was 1,688 years ago when it was ruled by Emperor Constantine.

The project includes more than 6,700 buildings of Ancient Rome rebuilt in 3D — a true record. This accomplishment demonstrates how technology can be helpful in promoting culture and disseminating knowledge. Ancient Rome 3D is a great opportunity to rediscover the importance of Ancient Roman culture, which is at the base of the Italian, European and, more generally, Western identities. The archaeological heritage and the artistic monuments of the Roman Empire have found their way to many continents, but it is in the capital city (known in Roman times as Caput Mundi, which is Latin for "Capital of the World") that we can still find most of it. For example, architectural masterpieces like the Colosseum (considered one of the seven wonders of the world) have managed to withstand the tests of time — resisting sacks, invasions and world wars over the centuries and proving, with the immortality of their stones, the grandness of one of the most majestic empires that has ever existed.

What fascinates me most about this project is the accuracy of the details of the three-dimensional models. It's such a great experience to be able to admire the monuments, streets and buildings of Ancient Rome with a virtual camera that lets you go inside and see all the architectural details. From the Colosseum to the Ludus Magnus, from the Forum Caesar to the Arch of Septimius Severus, from the Rostra to the Basilica Julia, you can get up close to them all. The idea that virtual technologies now let people experience the city that I guide as it appeared in 320 A.D. fills me with pride — a pride that I inherited from Rome's glorious past.


 

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , ,

11 novembre 2008

geoGreeting!

Appassionati di architettura? Vi piace la geografia? Pianificate i viaggi usando Google Hearth? Ma soprattutto.. siete un pò nerd?

geoGreeting! Il modo geo di fare gli auguri..
Qui l'esempio per Nova100.

geoGreeting è il perfetto esempio dell'uso "creativo" che si può fare delle risorse geo messe a disposizione da Google. In questo caso gli edifici che assomigliano a delle lettere sono stati catalogati e usati per comporre auguri. L'augurio si compone passo dopo passo. Ciascun edificio o monumento usato viene visualizzato direttamente sulla mappa del globo.

Originale. Ma un pò da nerd.. questo va detto!

Nova100

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , ,

05 novembre 2008

White Spaces, il luogo ideale per il "Wi-Fi on steroids"

Ieri non c'erano solo le presidenziali negli USA. La Federal Communications Commission ha votato per assegnare le vecchie frequenze della TV analogica all'internet senza fili sponsorizzato dalla Wireless Alliance.  Questa "Alleanza" è composta da quasi tutti i big dell'elettronica e dell'informatica a stelle e strisce (e non solo): da Dell a Microsoft, da Google ad HP, da Philips a Motorola passando per Skype. Insomma, una grande potenza di fuoco.. con tanto di logo "Free the airwaves".

Sul sito della Wireless Alliance si legge che:

Ftagraphic_2

"The Wireless Innovation Alliance is a coalition of companies, organizations, and advocates working to unlock the potential that lies inside the “White Spaces” of our Television spectrum. The vacant spaces available within the high quality TV broadcast spectrum, underutilized for decades, hold the key to advances in wireless communications, broadband deployment and accessibility, and mobile Television and video services.The Wireless Innovation Alliance is united by the goal of realizing the potential of this unused national resource. From TV on the go, to Internet access for rural communities, to interoperable communications for emergency first responders, the technologies of tomorrow will be built inside today’s unused white spaces."

Ieri la FCC ha affermato con un voto 5 a 0, come riporta il blog di Google,  che le vecchie frequenze della TV analogica potranno essere usate per trasmettere internet ad alta velocità. Un "Wi-Fi on steroids".. Una decisione netta che probabilmente avrà un notevole peso nell'evoluzione dell'uso di Internet negli USA.

Questa mossa permetterà di avere internet wireless e broadband molto più facilmente di oggi e a costi più bassi. Quelle frequenze sono ideali per trasmettere a lunga distanza e per penetrare bene dentro gli edifici.

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , , , ,

04 novembre 2008

Obama o McCain? I risultati online in tempo reale

Ormai ci siamo, oggi negli USA si vota. Nello Stato più "web" del mondo tutti i risultati sono facilmente accessibili sulle Google Maps in versione elettorale: 2008 Elections Gallery.

Watch as real-time election results come in on Tuesday, November 4th. Select a state to see county-by-county results and view House and Senate races by using the dropdown toolbar.

Sulla pagina 2008 Elections Gallery è possibile visualizzare i risultati di stato per stato e di tutti gli Stati Uniti nel complesso. Si possono vedere anche i dati che riguardano il Presidente più quelli di Camera e Senato. Insomma, uno strumento di monitoraggio elettorale in pieno stile web 2.0.

Di sicuro la voglia di partecipare è tanta, così come la voglia di controllare i risultati. Il ricordo della Florida, delle elezioni del 2001, è ancora vivo.

Di seguito uno snapshot della pagina iniziale:

2008_elections_2

CATEGORIE: prima pagina

tags: , , , , ,

29 ottobre 2008

Tutto il sapere del mondo?

L'idea di poter cercare "dentro" un libro è affascinante, la possibilità di poterlo fare con tutti i libri del mondo è dirompente. Questo è Google Book Search.

Il progetto è ormai in funzione dal 2004. Ogni giorno migliaia di libri in ogni lingua vengono scansionati e messi online. Fino ad oggi si poteva accedere solo a parte del contenuto del libro per motivi legati alla protezione del Copyright.

Finalmente qualcosa è cambiato. Google ha raggiunto un accordo con gli editori USA che permetterà di accedere completamente a molte tipologie di libri, anche dietro pagamento. Il tutto è spiegato sul Official Google Blog. Il Wall Street Journal riporta che l'accordo, una volta approvato, avrà un valore di 125 milioni di $.

Dal sito Google Book Search Italia alcuni commenti di Google sull'agreement raggiunto negli USA, e al momento non valido per il resto del mondo:

Tre anni fa, l'associazione degli autori americani Authors Guild, l'associazione degli editori americani AAP e un altro gruppo di autori ed editori intentarono una causa di azione di categoria contro Google Ricerca Libri.

Oggi siamo lieti di annunciare che la causa è stata chiusa e che lavoreremo a stretto contatto con questi partner del settore per mettere online una quantità persino maggiore dei libri presenti al mondo. Insieme, raggiungeremo mete ancora più ambiziose di quelle che ci saremmo potuti prefiggere da soli, per garantire vantaggi duraturi ad autori, editori, ricercatori e anche ai lettori.

...

Una volta approvato, questo accordo consentirà a noi e ai nostri partner del settore editoriale di ampliare enormemente il numero di libri che è possibile trovare, visualizzare in anteprima e acquistare tramite Google. Ecco che cosa accadrà.

Finora, siamo stati in grado di mostrare solo alcuni frammenti di testo della maggior parte dei libri protetti da copyright che abbiamo digitalizzato tramite il Progetto Biblioteche. Dato che la stragrande maggioranza di questi libri è fuori stampa, per leggerli davvero un utente sarebbe costretto a cercarli in biblioteca o nei negozi di libri usati.

Questo accordo ci permetterà di rendere disponibili molti di questi libri fuori stampa per l'anteprima, la lettura e l'acquisto negli USA. Garantire un'accessibilità costante dei libri fuori stampa è uno dei motivi principali che ci hanno spinto sin dall'inizio a intraprendere questo progetto, e siamo felicissimi di sapere che, insieme agli autori, alle biblioteche e agli editori nostri partner, ora avremo la possibilità di preservare la storia culturale del genere umano in questo modo.

...

Una volta approvato l'accordo, sarà possibile pagare per avere il completo accesso online a milioni di libri.

...

Offriremo inoltre a biblioteche, università e altre organizzazioni la possibilità di acquistare un accesso ai libri di tipo "collettivo", che consenta ai loro utenti di accedere al testo integrale di milioni di libri in cambio di un compenso retribuito ad autori ed editori per il servizio offerto. Studenti e ricercatori avranno accesso a una biblioteca elettronica costituita dalle raccolte delle maggiori università USA. Le biblioteche pubbliche e universitarie degli USA saranno inoltre libere di offrire terminali da cui i lettori potranno accedere gratuitamente al testo integrale di milioni di libri fuori stampa.

...

Questo accordo risolve una causa legale negli Stati Uniti e pertanto ha un effetto diretto soltanto su quegli utenti che accedono a Google Ricerca Libri negli USA; in qualsiasi altra località, l'esperienza dell'utente su Google Ricerca Libri resterà immutata. In futuro, ci auguriamo di poter collaborare con gruppi internazionali del settore e con i singoli detentori dei diritti per offrire i vantaggi di questo accordo agli utenti di tutto il mondo.

...

"La missione di Google è organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e fruibili. Ora, insieme agli autori, agli editori e alle biblioteche, siamo in grado di compiere un grande passo in avanti in questa missione", afferma Sergey Brin, co-fondatore e president of technology di Google. "Benché questo accordo porti realmente dei vantaggi a tutti noi, coloro che ne beneficeranno di più sono i lettori. Avranno a portata di mano l'enorme quantità di conoscenza racchiusa nei libri di tutto il mondo".

Speriamo e ci aspettiamo che questo salto in avanti con i nostri amici e partner del settore editoriale sia solo il primo di una lunga serie. Noi di Google amiamo i libri e il nostro sogno più grande è che Google Ricerca Libri si evolva in un servizio che garantisca un futuro radioso per i libri, così come per autori ed editori, per molti anni a venire.

Quello che ho copiato qui è un estratto della nota pubblicata da Google. Il senso dell'accordo è chiaro.. Tutto il sapere del mondo a portata di click, dovunque. Speriamo che un simile accordo venga stretto anche in Europa e in Italia..

PS. Google negli ultimi anni ha sempre annunciato molte novità. L'attivismo degli ultimi mesi è tuttavia notevole.. Che sia un modo per tenere alto l'interesse degli investitori?

CATEGORIE: prima pagina

tags: ,

27 ottobre 2008

Google Earth su iPhone

Ora è possibile usare Google Earth su iPhone con tutto il suo immenso database di punti di interesse, fotografie e ricostruzioni 3D di città o paesaggi.
Google Earth sfrutta appieno le caratteristiche dell'iPhone come lo schermo touch per scorrere e zoommare sulle mappe o il sensore di movimento per inclinare la visuale.

La strategia di Google è semplice. Organizzare le informazioni per renderle accessibili e facili da trovare. Google Earth si presta benissimo perché è semplice da usare, veloce e ora anche disponibile in mobilità.  Sull'iPhone poi può sfruttare la localizzazione GPS o comunque mostrare all'utilizzatore che servizi, anche commerciali, sono disponibili in una determinata zona. Si può accedere direttamente ai database fotografici di Panoramio o alle informazioni di Wikipedia.

Insomma, Google crede fermamente nelle potenzialità della geolocalizzazione, per turismo, per curiosità e certamente per aumentare la raccolta pubblicitaria..

Google spiega tutto in un filmato sul suo canale YouTube ufficiale.

CATEGORIE: prima pagina

tags: , ,

10 ottobre 2008

Firefox 3: Always know where you are.

Mozzilla Labs ha presentato Geode, un add-on per il futuro Firefox 3 che permette di sperimentare "location-aware experiences".

"You’ve arrived in a new city, a new continent, a new coffee shop. You don’t really know where you are, and are looking for a good place to eat. You pull out your laptop, fire up Firefox, and go to your favorite review site. It automatically deduces your location, and serves up some delicious suggestions a couple blocks away and plots directions there. ... The potential here is for more than just resturant lookups. For example, imagine an RSS reader that knows the difference between home and work and automatically changes it’s behavior appropriately. Or a news site whose local section is, in fact, actually local. Or Web site authentication that only allows you to login from certain physical locations, like your house."

I problemi di privacy? Ci sono, ma ogni utente può selezionare il suo grado di visibilità per il sistema: "With Geode when a web site requests your location a notification bar will ask how much information you want to give that site: your exact location, your neighborhood, your city, or nothing at all.". (Foto tratta da Mozilla Labs)

20081007tpincf3jx2x13ib2ng26dtyw98

La tecnologia usata è della Skyhook. Analizzando i segnali wi-fi disponibili e registrati, il sistema trova la propria posizione. Il tutto non suona particolarmante nuovo perchè è già usato da un annetto per la localizzazione via wi-fi di iPod Touch e iPhone..

Questo nuovo add-on è un segnale importante.

La conoscenza della localizzazione dell'utente è sempre più fondamentale per fornire servizi mirati, sia di tipo pubblicitario che informativo.
Il fatto che tutto sia integrato direttamente nel browser è un sintomo di quanto sia cresciuto l'uso di internet in mobilità.. e di quanto il potenziale di mercato di questi nuovi servizi sia attraente.

Probabilmente questi servizi ricalcheranno il sistema che esiste già in molti settori: chi vorrà essere "visibile" agli utenti dovrà pagare per farlo.. o magari sarà lo stesso utente a dover pagare per accedere a diversi livelli di informazione.

Geode è un'applicazione potenzialmente molto utile e al contempo potenzialmente invasiva.. Di sicuro, è la prima. Di sicuro, altre ne arriveranno.

CATEGORIE: prima pagina

tags: , ,

24 settembre 2008

Il Google-phone è tra noi!

Il G-phone è nell'aria da un paio d'anni.. Molti ne parlavano, ma del progetto in sé si sapeva poco.. Circa un anno fa è stato annunciato Android, il software per dispositivi mobili "creato" da Google. Android è il motore, il sistema operativo dei nuovi G-phones.. La novità è questa: Android è aperto e disponibile per tutti i produttori di hardware che lo vogliono. Il contrario dell'iPhone, dove tutto è gestito dalla Apple, o di Symbian, dove Nokia è il leader de facto.

Per sviluppare Android e favorirne la diffusione Google ha creato la Open Handset Alliance: "a group of more than 30 technology and mobile companies who have come together to accelerate innovation in mobile and offer consumers a richer, less expensive, and better mobile experience. Together we have developed Android™, the first complete, open, and free mobile platform.". Questo gruppo di partner è inusuale perchè mette insieme produttori di hardware, software, gestori di reti cellulari.. insomma tutti coloro che saranno toccati dall'arrivo di questo "prodotto". Ad esempio tra i 30 c'è anche Telecom Italia. Il G-phone nasce per ottimizzare l'uso di internet in campo mobile. L'idea è quella di realizzare un qualcosa che fa guadagnare un po tutti.. Google espande i propri confini al mondo dei cellulari-dispositivi mobili, i produttori di hardware hanno un sistema operativo veloce ed economico, i gestori delle reti possono proporre un telefonino che naviga bene in rete e fa aumentare il traffico dati. Dovrebbe guadagnarci anche il consumatore perché il prezzo dei G-phones dovrebbe essere quello di un telefono di fascia media.

Ieri il primo G-phone, il T-Mobile G1, è stato annunciato da T-Mobile, il braccio americano della Deutsche Telekom. Il telefono è un HTC. Di per sé l'apparecchio non è rivoluzionario, ha le solite caratteristiche a cui ormai siamo abituati. Ma Android fa la differenza, come riporta il cronista di Cnet: "But under the hood, the Google Android software greatly improves the mobile Web experience for users, making it a compelling competitor to the Apple iPhone and a hands-down winner when compared with other smartphones like Research In Motion's BlackBerry or phones running Microsoft Windows Mobile operating system.". Nei prossimi giorni le recensioni sul web aumenteranno e ne sapremo di più.

I fondatori di Google, Brin e Page, hanno parlato della loro nuova "avventura" a New York ieri, durante la presentazione del G1.

Dimenticavo.. Il G-phone dovrebbe avere tra i suoi punti di forza l'uso del GPS e della geolocalizzazione, sia per scopi commeciali che per il social networking.. Non resta che attendere il suo arrivo in Europa.

CATEGORIE: prima pagina

tags: ,

22 settembre 2008

L'Europa e le Critical Space Technologies

Nel settore delle tecnologie spaziali non ci sono compromessi. O si primeggia o si dipende da qualcun altro. L'Europa l'ha capito da anni e lo sviluppo di programmi come Airbus o Arianespace lo dimostra.

Il prossimo passo è la conseguenza di quanto fatto finora. Si è partiti dalle applicazioni civili, come l'aeronautica ad esempio, per arrivare alle Critical Space Technologies.

Per questo motivo Unione europea e Agenzia Spaziale Europea hanno deciso di unire le forze per realizzare l'indipendenza tecnologica nel settore delle tecnologie spaziali definite critiche organizzando il primo joint EC-ESA-ESA workshop on Critical Space Technologies for European Strategic Non-Dependence. Dal sito ESA si legge che:
"The European Commission (EC), the European Space Agency (ESA) and the European Defence Agency (EDA) have agreed to join forces in order to develop critical space technologies in Europe. The aim is to ensure that Europe can rely on a technical and industrial capacity for accessing space, in particular in the area of the manufacturing of satellites and launchers. ... While Europe wants to continue its cooperation with other important space nations in the world, the development of space technologies for ensuring non-dependence is of strategic importance for Europe and for its role as a major space power and credible international partner. Therefore concrete steps towards European non-dependence will be taken by the 3 organisations, together with Member States and European industry raising awareness, initiating work toward a common methodology and implementing concrete actions."

L'UE non ha un ruolo chiaro e definito nel settore della difesa.. la questione è molto complicata e serviranno anni di accordi per arrivare a qualcosa di concreto che ora di fatto non c'è. Ma questo "passo" fatto da UE ed ESA con il coinvolgimento della European Defence Agency è importante.

L'UE ha dato un segnale chiaro: le Critical Space Technologies servono e saranno sviluppate in ambito europeo nel modo più coordinato possibile. Oggi infatti molti programmi militari si sovrappongono disperdendo risorse. L'unico modo per portare avanti questo tipo di ricerca tecnologica ad altissima intensità di investimenti è unire le forze, coordinandole a livello europeo..

L'obiettivo è ambizioso, garantire all'UE le capacità tecniche per costruire satelliti e avere accesso allo spazio. Le implicazioni di questa indipendenza tecnologica sono importanti ad ogni livello: politico, militare e anche economico. Oggi l'UE si appoggia ancora molto a lanciatori russi: ad esempio l'ultimo satellite sperimentale della costellazione Galileo è stato lanciato da Baikonur.

Inoltre l'UE è l'unica grande potenza spaziale che non ha la tecnologia per poter inviare in orbita degli astronauti. Al momento solo USA, Russia e Cina sono stati in grado di farlo. Al momento..

CATEGORIE: prima pagina

tags: ,

05 settembre 2008

Banca della Memoria: le esperienze di una vita, raccontate dalla voce di chi le ha vissute

La storia è fatta anche di ricordi, di punti di vista, di esperienze personali.

Quattro ragazzi hanno creato la Banca della Memoria: "un progetto no-profit dedicato alla raccolta, in parte autoprodotta in parte spontanea, delle esperienze e dei racconti di vita delle persone nate prima del 1940, sotto forma di racconti di 10 minuti". La scelta dell'anno non è casuale. Il progetto nasce per raccogliere la memoria dei nostri nonni, per conservarla prima che scompaia.

La Banca della Memoria è on-line e aperta a tutti.

La maggior parte dei contributi è stata filmata direttamente dai "fondatori" della Banca, ma chiunque può inviare il proprio filmato e vederlo pubblicato. Tutti i "ricordi" sono stati visionati, montati e catalogati dalla redazione. La raccolta dei contributi è partita da Torino, città natale del progetto. Durante l'estate i 4 si sono spostati lungo tutto lo stivale, a caccia di storie e nonni da intervistare.

La differenza rispetto ai musei o alle raccolte che già esistono è che la Banca della Memoria è stata pensata in formato web 2.0.  Facilità d'uso, multimedialità e partecipazione diretta degli utenti, sono le parole chiave del progetto.

Il video più visto? Trastevere anni '60: "Il racconto dell'arrivo di Peter, artista tedesco, a Roma nel quartiere Trastevere negli anni '50. Le iniziali difficoltà nel capire e accettare le regole che governavano allora il quartiere."

CATEGORIE: prima pagina

tags: ,

RICERCA NEL BLOG